giovedì 30 luglio 2009

Yamaha Wild Star 1600

Quando si dice l’esagerazione. La cubatura di una berlina per due soli cilindri. Ma per chi compra una moto del genere vale il motto “grosso è bello”. Al di là dei numeri, una mega cruiser per andare a spasso. Sicuri di farsi notare.
Per fortuna il prezzo non è direttamente proporzionale alla cilindrata. Anzi, la Wild Star è addirittura a buon mercato. Si fa per dire.


Pro
Impatto estetico, motore possente, coppia stratosferica

Contro
Peso elevato, consumi.

Com` è
Il motore bicilindrico non è originale solo per la cilindrata. La distribuzione offre infatti una soluzione di grande fascino, con il tema degli alberelli e delle coppie coniche. La trasmissione finale è a cinghia, il cambio a bilanciere, le pedane sono a mo’ di predellina. Cose che colpiscono al cuore.

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Come va
I due cilindroni tirano fuori solo 62 cavalli a 4000 giri, la coppia è di 13,4 kgm a 2500 giri. Senza parole, ci si potrebbe montare un cambio automatico. Per il resto la Wild Star offre una guida nei canoni cruiser. Per quello che pesa è addirittura facile e maneggevole.









Tratto da romanstar.it

scheda tecnica

Motore.

Quattro tempi, bicilindrico a V di 48°, alesaggio per corsa 95x113 mm, cilindrata 1602 cc, rapporto di compressione 8,3:1, distribuzione ad aste e bilanceri con due assi a camme nel basamento e 4 valvole per cilindro, diametro valvole di aspirazione 34 mm, di scarico 28 mm, lubrificazione a carter secco, capacità del serbatoio dell'olio 3,7 litri (4,1 con il cambio del filtro), raffreddamento ad aria,

potenza massima 62,5 CV (46 KW) a 4000 giri,

coppia massima 13,4 kgm (131,3 Nm) a 2350 giri.

Alimentazione. Un carburatore Mikuni BSR40 con TPS (throttle position sensor - sensore della posizione della farfalla), capacità serbatoio del carburante 20 litri di cui 3,5 di riserva. Accensione. Elettronica digitale, due candele per cilindro NGK DPR7EA-9 o ND X22EPR-U9, avviamento elettrico. Impianto elettrico. Batteria 12V 18Ah.Frizione.A dischi multipli in bagno d'olio con comando meccanico.

Cambio. A 5 marce, valore dei rapporti: 2,438 in prima, 1,579 in seconda, 1,160 in terza, 0,906 in quarta, 0,750 in quinta.

Trasmissione. Primaria ad ingranaggi a denti dritti, rapporto 1,532 (72/47), finale a catena più cinghia, rapporto 2,320 (35/32x70/33).Telaio.Doppia culla in tubi tondi d'acciaio, inclinazione del canotto dello sterzo 32°, avancorsa 142 mm.Sospensioni,Anteriore forcella telescopica idraulica con steli da 43 mm non regolabile, escursione ruota 140 mm, posteriore forcellone oscillante triangolare in tubi e mono ammortizzatore, escursione ruota 110 mm.

Ruote. Cerchi a raggi, pneumatici 130/90-16 all'anteriore e 150/80-16 al posteriore.

Freni. Anteriore a doppio disco da 298 mm con pinze a doppio pistoncino, posteriore a disco da 320 mm con pinza a doppio pistoncino.Dimensioni e peso.Lunghezza 2500 mm, larghezza 980 mm, altezza 1140 mm, altezza sella 710 mm, peso senza carburante 325,80 Kg.


Prestazioni Velocità massima: 177,3 Km/h, consumi: urbano 12,3 km/litro, extraurbano 16,5 km/litro, a 130 km/h 15,2 km/litro, massimo 10,2 km/litro.


Accelerazione: spazio metri tempo secondi velocita km/h 100 6,070 98,6200 9,341 120,9300 12,160 135,0400 14,745 143,7


Ripresa in V da 50 km/hspazio tempo velocita100(mt) 5,362(s) 84,5 (km/h)200 9,112 108,7300 12,195 125,7400 14,942 137,2

Manutenzione. Tagliando programmato ogni 6000 km. Lubrificazione olio multigrado SAE 20W-40 specifica SE, controllo ogni 1000 km, sostituzione ogni 6000 km. Diagramma di distribuzione: aspirazione apre 30° prima PMS, chiude 50° dopo PMI, scarico apre 55° prima PMI, chiude 25° dopo PMS. Pressione di gonfiaggio pneumatici, anteriore 2,4 bar, posteriore 2,5 bar (2,8 bar con passeggero).



Un'opinione tratta dal forum Bikers life, dell'utente Eirin.
Inserito il - 29 Jun 2006 : 10:01:50


Sensazioni di guida: Questa è la mia terza custom, sempre della famiglia yamaha (ormai posso considerarmi "the star man" ;D). Provengo da una dragstar 650 e da una dragstar 1100.

La prima cosa che si nota della wildstar è la sua imponenza. Se già il 1100 faceva la sua porca figura, qui il colpo d'occhio è mastodontico. Il serbatoione da 20 litri è decisamente più panciuto e forse meno elegante di quelli dei modelli più piccoli, ma ci troviamo davanti ad una moto che ha intenti leggermente più turistici.

Nonostante passi di gran lunga i 3 quintali, la wildstar ha un equilibrio fantastico, che si sente già da stare fermi.Alle basse andature il senso di pesantezza si riduce già di molto, grazie al baricentro basso e al motore che in qualsiasi condizione tu lo metta, lui cammina. Certo, il suo mondo non è la fila in tangenziale, e sgattaiolare tra le file di macchine dopo un po' diventa stancante, ma non è assolutamente impacciata quanto sembri.La guida in autostrada è da favola, il suo regno. L'impostazione di serie è già azzeccata e non stanca affatto anche dopo molti km.Con un parabrezzino potete tranquillamente tenere medie fantascientifiche per una custom (160/170), ovviamente se non ci si preoccupa dei consumi. Con un percorso misto autostrada/statali/collina si raggiungono i 300 km prima di entrare in riserca, mentre tirando sui tratti autostradali alle medie dei 160 all'ora non si superano i 240 km. Il peggio, da questo punto di vista, lo da in città, dove beve parecchio. Nei percorsi misti veloci è grandiosa: il motore è un portento di prontezza e non cede praticamente mai, mentre la telaistica fa il suo onesto lavoro, e mi sarei aspettato di peggio, visto l'interasse da TIR.


Se si viaggia in due si gratta facilmente, soprattutto in collina, quindi è consigliabile, in questo caso, aggiornare le molle, oppure provvedere ad indurire le sospensioni.


La frenata è morbida, soprattutto DOPO il primo cmbio di pastiglie. quelle di serie sono penose. anche qui però dopo vari saliscendi i freni si stancano e la frenata si allunga. è buona cosa pensare a dei tubi in treccia.


Sulla potenza di frenata invece siamo a buon punto. Non potente ma discreta per un mezzo di queste dimensioni, tutto sta ad avere sempre la giusta distanza di sicurezza dal mezzo davanti. Il cambio è morbidissimo e pure più preciso di quelli trovati sulle più piccine. il bilanciere è comodissimo e la cinghia aiuta a smorzare anche le scalate improvvise e brusche.Se da una parte il cardano era meno preoccupante dal punto di vista manutenzione, la cinghia invece primeggia per comfort di guida, inoltre la durata si assesta sui 60.000-80.000 km, quindi nessun problema particolare.L'accesso al motore è decisamente più comodo rispetto alla 1100. filtro olio esterno (aaaaaah!!!!) ispezione dell'olio con astina (niente più oblò minuscoli in punti assurdi) e le valvole sono più facilmente raggiungibili, sebbene la regolazione sia un po' più esoterica.Possibilità di trasformazione praticamente a livelli HD. c'è di tutto! a partire dai classici accessori ai kit di pistoni ad alta compressione, alle frizioni rinforzate, ai telai rigidi... c'è da perdersi!In definitiva, una moto più impegnativa rispetto alle più piccole star, ma che sa regalare un bel sorriso già alla prima accensione, quando siete accolti da un accogliente, caratteristico e inaspettato "pulsare".



Opnioni tratte dal sito Autociao.
Cromata, imponente, di una bellezza unica, la WildStar è una dei gioielli custom creati dalla Yamaha…La cosa che colpisce a prima vista è la sensazione di grandezza, infatti le dimensioni non sono quelle di una normale custom, soprattutto il peso impressionante che supera abbondantemente i 300 Kg, quando ho visto per la prima volta arrivare a casa mio zio sulla sua nuova WildStar sembrava che stesse portando una barca più che una moto!!!

Come tutte le custom, l'aspetto fondamentale sta nelle cromature, che nella XV ricoprono gran parte del motore, i due scarichi, il manubrio, gli specchietti e le pedane. Le colorazioni disponibili non sò più o meno quante siano, di certo c'è nera, grigia, mentre quella di mio zio è nera e oro. La strumentazione posizionata sulla parte superiore del serbatoio è ben visibile anche se non si trova sul manubrio ed è composta dal contachilometri, livello benzina, computerino di bordo e spie.In sella alla WildStar si sta veramente comodi, entrambi le selle sono molto confortevoli, poi chi viaggia solo può scegliere anche di togliere quella posteriore (basta allentare un bulloncino) per dare un tocco di aggressività in più.

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Nonostante il peso, la moto asiatica presenta una ripresa notevole, merito dei due cilindri a V di 800 cc l'uno, anche se i consumi non sono troppo bassi.

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Che dire, la Yamaha XV 1600 WildStar si può definire un vero gioiello della casa del sol levante, una vera dominatrice della strada, tra le più grandi cruiser al mondo e adatta a tutti coloro che vogliono gustarsi un viaggio, magari in uno di quei scenari mozzafiato dei film americani…





Io ho avuto (sigh!) una wildstar ed era una gran moto. Me ne sono innamorato la prima volta in Croazia in vacanza. Ce n'erano 3 parcheggiate a Cricvenica e ho detto: devo prenderla! L'anno dopo facendo un pò di sacrifici sono riuscito a comprarla. L'ho comprata nel 2002 e per 5 anni l'ho tenuta. Una moto mastodontica più di 300 kg. Da ferma veramente è un pò pesante da manovrare. Ma in movimento perdeva tutta la sua pesantezza. Certo non si possono fare pieghe da urlo però è veramente piacevole da guidare. Io consiglierei di mettere per questa moto il parabrezza originale. Io mi sono trovato benissimo l'ho messo e non l'ho più tolto. Ti ripara da tutto (moscerini, api e aria). Facendo un viaggio con questo parabrezza scendi e ti sembra di non aver viaggiato. Un optional davvero comodo. Data la maestosità della moto ci sta poi veramente bene. Poi io consiglierei di mettere altri 2 fanali anteriori (che vende sempre la YAMAHA) perchè di sera o notte sono veramente utili. E anche di giorno perchè le auto ti vedono meglio. Hanno un interruttore che puoi tenerli spenti quando vuoi. Per me è stata una gran moto e per motivi familiari ho dovuto venderla.







L'ho aquistata un anno fa,era ferma, sola a prendersi acqua e salsedine per 5 lunghi anni....per un totale di 9000 km!!!Ora dopo un anno in mia compagnia, abbiamo fatto 27000 km!!!!!! E' realmente uno dei migliori acquisti della mia vita,solida,imponente e divertente,scomoda in città piccole o caotiche!!!!p.s. NON HO ANCORA CAPITO CHI DEI DUE BEVE DI PIU'!!!!




mercoledì 29 luglio 2009

Yamaha Royal Star


La Royal Star, insieme alla Wild star della Yamaha e alla Harley Road King, è una delle moto custom più belle mai prodotte.
Un motore che è un autentica scultura, sicuro e affidabile, una linea eccezionale, e una tecnica di costruzione raffinata, tant'è che finchè i prezzi erano in lire, costava di listino sopra i 35 milioni di lire.
In Italia ne sono stati venduti pochissimi esemplari (poco più di trecento), mentre all'estero continua ad essere prodotta. Proprio per questo motivo commenti, prove su strada e impressioni di guida sono quasi introvabili.
Inspiegabile questa scelta della Yamaha, perchè la sua introduzione potrebbe rosicchiare una discreta fetta di mercato alle Harley Davidson. La bellezza di questa moto è infatti tale da tenere testa alla maggior parte della Harley, mentre la qualità è imbattibile.
Di seguito diamo conto del materiale che abbiamo trovato in rete. In pratica solo un piccolo articolo tratto dalla rivista Motorbox e un misero commento su Autociao.
Ci consoliamo con alcuni video alla fine dell'articolo.

Articolo tratto dal sito motorbox.

Il quattro cilindri su una cruiser? Perché no...le Royal Star e Venture Star sono la dimostrazione che la scelta è azzeccata. Oltre al motore c’è tanto altro di cui vantarsi, dalle forme morbide e materne alle finiture del salotto buono.
Sono fatte bene e offrono di più della concorrenza. È anche giusto che non le regalino. Tanto le rivali americane costano di più.

Pro
Impatto estetico, comfort, personalità motore.
Contro
Peso elevato, consumi



Com` è
Il motore V4 raffreddato a liquido è il pezzo forte. È una scelta atipica per moto di questo tipo, ma ha davvero tanto da dare. Due super cruiser accomunate dalla stessa base, ma la Venture Star sembra un’altra moto. Colpa di tutta la roba che c’è attaccata: cupolone, copriradiatore, borse laterali, baule posteriore, sella tipo poltrona.



Come va
Due moto per godersi la vita: la Royal Star è una cruiser nuda e cruda, ma più grossa, comoda e veloce delle bicilindriche, mentre la Venture Star è dedicata ai viaggiatori che vogliono dare nell’occhio. Comfort assoluto, un tiro da camion e una posizione davvero “easy”. Il peso non è un problema, basta un certificato di sana e robusta costituzione.



Opinione tratta da Autociao
Ne possiedo una e non posso dirne altro che bene. La mia e' del 1999 ed ha gia' 40000 km. Mai avuto un problema,il classico mezzo in cui fai benzina e controlli pastiglie freno e livello olio. Miky.
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Iniziamo con lo spot pubblicitario americano della Royal Star



Opinioni tratte da moto.it


massimo ha scritto:
Motore: 10 Sospensioni: 10 Freni: 1 Imp. elettrico e strumentazione: 10 Assistenza: 10
Pregi: Comoda per lunghi viaggi, dotazione di serie, ottima stabilità in marcia.
Difetti: Pesante, difficoltà di manovra a basse velocità, impianto frenante.




Pasquale ha scritto:
Motore: 10 Sospensioni: 10 Freni: 10 Imp. elettrico e strumentazione: 10 Assistenza: 10
Pregi: Adatta per turismo a largo raggio, buona tenuta di strada data la mole, si viaggia comodissimi anche ad alte velocità.
Difetti: Non ha la retromarcia e quindi pensare bene prima di parcheggiare.





Gianluca ha scritto:
Motore: 10 Sospensioni: 6 Freni: 6 Imp. elettrico e strumentazione: 10 Assistenza: 10
Pregi: Grandissimo motore ed eccellente comodità.
Difetti: Pesante nel traffico.




Totelli ha scritto:
Motore: 10 Sospensioni: 10 Freni: 6 Imp. elettrico e strumentazione: 10 Assistenza: 6
Pregi: Grande comodita di viaggio, assoluta protezione dall'aria ed dall'acqua.



Totale
Motore:
10,00
Sospensioni:
9,42
Freni:
5,85
Imp. elettrico e strumentazione:
10,00
Assistenza:
9,42




tenka ha scritto:
Motore: 10 Sospensioni: 10 Freni: 6 Imp. elettrico e strumentazione: 10 Assistenza: 10
Pregi: Affidabilità, motore privo di vibrazioni, comodissima anche per lunghi viaggi, ottima protezione.
Difetti: Frenata un po' lunga.




simone ha scritto:
Motore: 10 Sospensioni: 8 Freni: 9 Imp. elettrico e strumentazione: 9 Assistenza: 8

Moto adatta per lunghi tragitti si puo caricare molti bagagli motore con un buon tiro ai bassi e buona velocita di crociera

Il valore delle cose

Il valore delle "cose"
Di Marco D'Anella (da Anima Guzzista)
L’ho sempre pensato ed ora ne sono ancora più convinto che le “cose” che ci appartengono ed a cui siamo legati hanno un valore intrinseco che va al di là del loro valore strettamente commerciale, in particolare per me, anzi noi (la mia famiglia tutta), la Moto Guzzi V65 di mio fratello. Chi di voi mi conosce meglio infatti sa che ho perduto mio fratello 21 anni fa proprio in sella alla V65 che da allora custodisco in maniera maniacale e resterà a dispetto delle leggi sempre sua. Quello che sto per raccontare diciamo che ha del grottesco, pur tuttavia ha provocato in me un disagio che mai avrei potuto immaginare. Mio cognato, ragazzo aspirante Guzzista di soli 25 anni, martedì scorso prende la moto per andare a sostenere l’esame della patente. Dopo le prove di rito, ottiene immediatamente l’agognata tesserina (ah come cambiano i tempi..) e felice felice se ne va a zonzo per due giorni scorrazzando per mezza provincia. Il venerdì vado per prendere la moto e immediatamente mi salta all’occhio che manca il fianchetto destro! Sono immediatamente pervaso da una sensazione di sconforto mista ad incredulità, prendo il telefono e comincio a chiamarlo sperando di sentirlo dire che lo ha tolto e appoggiato da qualche parte ma la sua risposta è laconica: “Quale fianchetto?”. A quel punto ha capito che bisognava intervenire subito per porre rimedio e già il sabato mi sono attivato in tutti i modi per reperire il pezzo. Concessionari, amici, mercanti di pezzi usati, (trovate il post anche nel mercatino) insomma era come se mi mancasse un braccio… Con il passare delle ore, pur collocando il fatto nella giusta gerarchia (in fondo è una ca..ata rimediabilissima) non mi scrollavo di dosso la sensazione di aver fatto una cosa brutta, in altre parole di non aver custodito a dovere la moto.


La mattina di domenica mi sono alzato di buon ora ed ho svegliato mio cognato.
“Vieni con me e ripercorriamo tutta la strada che hai fatto, dobbiamo ritrovarlo”, queste sono state le mie parole e lui un po’ assonnato ed un po’ esterrefatto (ha provato a dire: “Ma ho fatto un sacco di km e poi è come cercare un ago in un pagliaio e….”) si è accomodato in macchina e siamo partiti. Mentre andavamo con andatura adagia e percorrevamo i km, un pensiero ricorreva nella mia mente: “Non può finire così, non deve finire così”, quando ad un tratto dopo circa 40 Km, nel centro di un paesino la mia tenacia è stata premiata, adagiato su un lato della stradina di pavé, eccolo, lo vedo e sembra come un miracolo che sia stato per ben cinque giorni lì ad aspettarmi.
Era un po’ malconcio a causa di qualcuno che c’è passato sopra ma a mezzogiorno era già stato riparato ed era di nuovo al suo posto sul lato destro della moto.
Quanto vale per voi un fianchetto di plastica?

Suzuki Marauder 125 e 250



Opinioni degli utenti, tratte dal sito: autociao (mod. 125)

La Suzuki Marauder 125 è stata la mia prima moto. Inizialmente ero scettico sulla superiorità (in termini di guida) di una moto rispetto ad uno scooter: dopo due anni di Piaggio Liberty ero convinto che gli unici vantaggi di una moto risiedessero nell'estetica. Adesso, dopo quattro anni e due diverse custom, mi sono completamente convertito, e non tornerei allo scooter nemmeno se me ne regalassero uno; piuttosto lo venderei per comprare una moto di seconda mano. Passiamo ora al Suzuki Marauder 125.

Dati tecnici

Questi sono i dati riportati dalla scheda tecnica di moto.it: Moto: Suzuki
Modello: Marauder GZ 125 Costo del bollo: Euro 26 /
anno Prodotta dal 1998 al 2003
Tempi: 4
Cilindri: 1
Cilindrata: 125
Cavalli: 11 a giri: 9000 KWatt: 7,5
Marce: 5
Freni: D-T
Misure cerchi (ant./post. in pollici): 16-15
Velocità (km/h): 100
Peso: 137
Lunghezza: 2170 Larghezza: 820 Altezza: 685 Capacità serbatoio: 14

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Altre opinioni
I vantaggi di questa moto sono molteplici. La linea è sobria ma elegante, con il motore in bella posa visibile da entrambi i lati e anche dal frontale, non essendo presente alcun radiatore (il raffreddamento è ad aria, ed è dato dalle alette del motore). Dal singolo cilindro esce il tubo di scappamento, che con una sinuosa curva larga porta alla marmitta, di forma conica e dimensioni generose. Quest'ultima, non avendo anima in ceramica, tende a scaldarsi eccessivamente; bisogna quindi prestare attenzione a non scottarsi toccandola, e il passeggero deve stare attento a non poggiarvi il tacco della scarpa, cosa abbastanza facile data la breve distanza che separa la marmitta dal pedalino.
Il manubrio, a forma di "corna" nel più puro stile custom, è agganciato al telaio anteriore tramite manette zigrinate, la cui tenuta è garantita da quattro viti a brugola; questo rende possibile regolarne l'inclinazione a piacere, senza bisogno di ricorrere ad un meccanico. L'angolo massimo di sterzata è incredibilmente ampio; è pertanto possibile effettuare manovre ardite anche in spazi angusti, e le operazioni di posteggio sono agevolate. La strumentazione, montata direttamente sul telaio, è piuttosto povera; l'unico indicatore presente è il tachimetro, segnato da 0 a 100 Km/h; un contagiri non avrebbe guastato, ma le caratteristiche del motore rendono possibile una guida ottimale anche senza poter controllare il numero di giri. Sono inoltre presenti tre spie di diverso colore: l'indicatore delle frecce (unico), la spia degli abbaglianti e quella del folle (Neutral). Ai lati del manubrio sono applicati due bilancieri di equilibratura, anch'essi rimovibili. La posizione dei controlli è studiata al fine di minimizzare gli spostamenti delle dita durante la guida, e tutti i tasti sono facili da trovare ed utilizzare.La posizione di guida è un capolavoro di comodità. Le gambe si distendono a 45° nel prendere posto attorno al serbatoio, la cui curvatura morbida elimina l'inconveniente dell'urto all'inguine in caso di brusca frenata. La sella, in morbida pelle e imbottita, rende piacevole la guida anche su lunghe distanze. Il sellino del passeggero, pur essendo di dimensione inferiore, non deficita in comodità. Da notare l'assenza di maniglie a cui aggrapparsi, fatta eccezione per una robusta striscia di pelle, la cui posizione (è posta a cavallo tra il sellino del guidatore e quello del passeggero), tuttavia, ne rende scomodo l'utilizzo.
Un punto a sfavore va assegnato per la velocità del veicolo. La scheda tecnica riporta 100 Km/h come velocità massima, e la media si aggira attorno agli 80. Questo viene compensato da un consumo medio che si aggira attorno ai 30-35 Km/l; unito alla generosa capacità del serbatoio, rende possibile dimenticarsi del problema carburante per lunghi periodi. Anche guidando a regimi abbastanza alti, i 400 chilometri a serbatoio pieno sono garantiti.

Altro fattore negativo è costituito dal prezzo e dalla reperibilità dei materiali di ricambio. Una sola delle frecce laterali ha un costo di ben 70 euro (lampadina non inclusa), e altrettanto costa il filo della trasmissione del tachimetro. Il disco del freno anteriore costa 180 euro, e non è reperibile in Italia; è necessario farlo spedire dal Giappone, con tempi medi di consegna attorno ai 25-30 giorni, e non è nemmeno possibile utilizzarne uno compatibile, perchè la particolare forma conica lo rende unico e introvabile. Ciononostante, la robustezza e la qualità dei materiali impiegati minimizza la necessità di sotituirli, salvo in caso di incidente.
Lo spazio disponibile è minimo, e si riduce ad un vano di ridotte dimensioni, collocato sotto la sella e adatto a riporre un bloccadisco, i documenti del veicolo e un kayway opportunamente piegato. L'apertura del vano è protetta da una serratura che utilizza la stessa chiave dell'avvio.Il rumore prodotto dal motore è di suono piacevole, ricorda alla lontana il tipico rumore delle Harley Davidson. L'ampio raggio delle ruote aumenta la stabilità del mezzo, e rende possibile guidarlo nel traffico cittadino come se fosse uno scooter. La frizione è morbida, a bagno d'olio, e la sua lunga corsa rende sufficiente una leggera pressione per cambiare le marce. Il pedale del cambio, situato come di consueto a sinistra, è anch'esso morbido e non stanca il piede; lo stesso dicasi per il pedale del freno, situato a destra.


Credo che non ci sia altro da dire. Nel complesso si tratta di una moto senza pretese, elegante nell'aspetto e tranquilla nelle prestazioni, adatta a chi inizia o vuole iniziare a provare questo nuovo stile di guida su due ruote. Un giorno una ragazza chiese ad un mio amico: "Come puoi dire di essere un filosofo e contemporaneamente di amare le moto?"
Rispose lui: "Guarda che la moto E' una filosofia!"
EDIT: il prezzo segnato in fondo è relativo ad un acquisto di seconda mano, per il prezzo corrente del nuovo e la valutazione dell'usato potete consultare http://www.moto.it/

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HO ACQUISTATO CIRCA TRE MESI FA QUESTO MODELLO DOPO AVER PONDERATO E PARAGONATO QUESTA MOTO AD ALTRE DELLA SUA CATEGORIA E LE IMPRESSIONI CHE HANNO MOTIVATO LA MIA SCELTA SI SONO RIVELATE GIUSTE. IL GZ è UNA MOTO CHE TIENE BENE LA STRDA SICURA E MANEGGEVOLE ANCHE SE IN QUANTO A RIPRESA DEL MOTORE LASCIA UN PO A DESIDERARE , I SUOI CONSUMI SONO MINIMI INFATTI SI TOCCANO I 35 KM A LITRO NON è MOLTO RUMOROSA .TROVO CHE SIA ADATTA A QUELLE PERSONE CHE SI AVVICINANO AL MONDO DELLE 2 RUOTE PROPRIO PER LE SUE CARATTERISTICHE STRUTTURALI .RISPETTO AD UNO SCOOTER DI PARI QUALITà TROVO CHE QUESTA MOTO SIA DI MOLTO SUPERIORE SIA COME SICUREZZA CHE COME COSTI.

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La Suzuki Marauder è stata la moto che mi ha fatto passare l'esame della patente A .All'inizio ero molto scettico sulla sua presunta facilità di guida (avevo sempre e solo guidato scooter) a causa delle sue maggiori dimensioni rispetto al classico Booster , poi , imparando a usare il cambio manuale e ad andare in strada , si è rivelata molto buona per un neopatentato . Le marce si innestano facilmente (tranne quelle poche volte in cui , tra la prima e la seconda , entra il folle) e per girare talvolta non serve nemmeno girare troppo il volante (te lo credo , barcone come è) , tant'è che ho fatto la prova dello slalom al primo colpo anche con marce più alte (l'istruttore diceva di farlo solo in prima)
Ora la sto cercando usata (in commercio c'è solo 250 e 800) .

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ragazzi che moto!!!!!devo dire che mi trovo benissimo con la mia marauder 125..........e svelta e maneggevole(io arrivo da uno scooter....)l'ho pagata 1000 euro usata ma e raro trovarla a cosi poco.....e da preventivare almeno 1500 o 2000.......e fatta davvero bene,ha una estetica veramente custom ed e comoda! ha un rumore incredibile......da vera custom....cambiando gli scarichi diventa un harley.....(io non l'ho fatto perchè costa....)tiene quasi 15 litri di benzina....percorrenze alte.......niente difetti salvo la difficoltà a trovarla!consigliata a chiunque io ho 16 anni!


Tratto da Motorbox
http://www.motorbox.com/Moto/Schede_Spot/1792.html

Il nome e le forme sono quelli delle grosse cruiser di casa Suzuki. Gomme panciute, assetto comodo e tante cromature, fanno delle “piccole”

La 125 si guida a 16 anni, con la 250 si può andare in autostrada. Economiche e robuste.
La 125 è offerta a un prezzo accettabile, ma l’affare lo si fa con la 250 che costa solo poco di più e offre prestazioni più concrete. Un’alternativa allo scooter.
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Com` è
Il motore monocilindrico 4 tempi è un esempio di semplicità, ma è l’ideale per una moto del genere. Non manca l’avviamento elettrico. Telaio e sospensioni sono in linea con lo stile classico delle cruiser. Le forme sono importanti, le Marauder 125/250 dimostrano più della cilindrata effettiva. Finiture curate.
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Come va
Non sono moto potenti, ma per andare a spasso non servono chissà quanti cavalli. Il piccolo 125 è regolare e dolce nell’erogazione, ma per muoversi bisogna tenerlo su di giri. Un po’ più pieno il 250, la cubatura doppia aiuta, soprattutto in vista dell’uso autostradale. I consumi sono da scooter. Comode anche con il passeggero, in questo caso si vorrebbe però qualche cavallo in più.
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Pro
Motori affidabili ed economici, impostazione comoda.
Contro
Prestazioni.


Opinioni tratte dal forum Motoclub (versione 250)

Ciao a tutti! Anch'io ho una gz 250, e devo dire che mi sono trovato molto bene!! Unica - per così dire - pecca sono le prestazioni in velocità, ma sinceramente.....siamo bikers! Se volevo correre mi prendevo un cbr e andavo a misano...
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la Marauder è un'ottima piccola moto, con un'impostazione da cruiser e non custom "appollaiata", che consente ad esempio di stringere il serbatoio tra le ginocchia così da "sentire" il veicolo quando lo si guida tra le curve. il motore è un gioiellino di affidabilità e non vi lascerà mai a piedi, consumando un'inezia. solo l'olio mi pare ne prenda...tipo 92grammi ogni 1000 km, ma devo ricontrollare i dati (se 92 gr sono tanti o pochi non so...il mio propulsore è quello della Suzu DR 350, e come consumo di lubrificante siamo lì lì...un etto ogni mille chilometri). buone passeggiate e complimenti per le moto (a me piacciono un sacco le moto leggere!!!).
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Sull'affidabilità del motore avrei qualche riserva, mi ha lasciato a piedi diverse volte di cui una in autostrada per un contatto elettrico! Assemblaggio spagnolo....per il resto tutto vero, fa i 30 km/l!
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io diciamo ancora non l'ho provata al meglio tutta via è decisamente una moto adatta alle mie necessità il motore è allegro senza eccedere un ottimo sprint e raggiunge velocemente le velocità da 0 a 100, per il resto la posizione estremamente comoda e l'altezza da terra la rende semplice da guidare. Su strada rimane incollata, un problema che ho avuto sono le pasticche che mi danno una vibrazione e un rumore fastidioso (vi faccio sapere una volta sostituite). Per il resto vi terrò aggiornati man mano che la provo
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... sono il primo pirla che è stato mollato 5 volte su un tragitto di 70km? ... e la cosa perdura
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No sei il secondo...sarà l'assemblaggio spagnolo e non giapponese di questa moto, ma ne ho viste di tutti i colori anch'io!
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ciao ragazzi, voglio provare anch'io a scrivere su questo forum. ho una mara da dieci anni e mi trovo ancora molto bene,l'idea del raduno mi frulla in testa già da un po.
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Ciao a tutti. Sto avendo ormai da un mesetto un grandissimo problema col mio Marauder GZ250 La moto a freddo è perfetta. Il problema avviene a moto avviata e dopo diversi km, anche 20 o 30. Quasi mai prima. Quindi direi a moto ben calda. Succede questo: all'improvviso, in 5^ marcia, la moto si ferma completamente e si spegne. Ai primi tentativi di riavvio sento un rumore secco dal motore (un "TOC" parecchio forte) e la moto non si accende. Devo lasciarla "in pace" qualche minuto (2 o 3 minuti bastano), perchè possa riaccendere e tornare in marcia. Dopodichè tira ancora parecchi km, fino a nuovo spegnimento! Sono parecchio sconsolato, perchè è già stata nell'officina Suzuki della mia città, dove NON HANNO TROVATO NULLA DI ANOMALO e me l'hanno resa (hanno solo pulito motore, candela e fatto controlli). Mi hanno detto che la moto è in perfette condizioni CHE DIAVOLO E' ? E' chiaro che -appena avrò tempo- gliela riporterò lamentandomi del fatto, ma non vorrei dover buttare via il mio "gioiellino" per una qualche cazzata che non riescono ad identificare.
Sono al momento parecchio sconsolato...

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Deve essere la carburazione... magra di carburazione
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Ti ringrazio. Era quel che pensavo anche io, leggendo un pò in giro i forum tecnici. Era quel "TOC" che mi lasciava pensiero... e soprattutto -spiegato per filo e per segno il problema ai meccanici - mi sono fidato che ci pensassero LORO! Col piffero Il carburatore mi sa che non lo hanno neanche sfiorato. Costa? La ricarburazione?
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La tua osservazione è giusta nel caso in cui il motore fosse 2t (lubrificante miscelato col carburante). Il Marauder invece è un 4 tempi, per cui la lubrificazione avviene tramite apposito circuito che non ha nulla a che vedere con quello di alimentazione. Tornando al problema di verbal_666 è piuttosto singolare. Così su due piedi ti avrei suggerito di controllare le bobine di alta tensione che col calore si possono dilatare e generare falsi contatti, però quel TOC del motore mi farebbe escludere quel problema. Ti consiglio se la moto non è in garanzia di portarla da qualche altro meccanico in gamba.
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Secondo me potrebbe essere un falso contatto dovuto ad una connessione elettrica difettosa, posta in una posizione soggetta al surriscaldamento, che fa falso contatto quando la moto scalda. In alternativa potrebbe essere la classica "calda", cioè quando il motore si surriscalda eccessivamente. Se non sbaglio il tuo 250 non ha alcun tipo di raffreddamento forzato, (di tipo a liquido, ad acqua o ad olio) ma solo aria, con le alettature che fungono dadissipatore di calore. Questo, assieme magari ad una carburazione troppo magra, che porta al surriscaldamento, e viste le giornate torride, tirando per un po' il motore.... Se la carburazione è magra dovresti sentire degli scoppietti allo scarico in rilascio di acceleratore. (e non c'entra la lubrificazione, che riguarda solo i 2T!!!!) E se così fosse sarebbe logico sentire anche un tok al motore, dovuto al repentino raffreddamento degli organi interni a motore spento. Il livello olio è fondamentale in questi casi, da controllare sempre. Altra possibile causa potrebbe essere una scorretta lubrificazione delle valvole, ma il rischio sarebbe di grippare le valvole stesse, e probabilmentesarebbe già successo
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oggi comunque alla suzuki mi hanno detto che la carburazione l'avevano già controllata durante il check fatto... mi ha detto che, probabilmente, potrebbe anche trattarsi di un problema elettrico e precisamente alla bobina!!! in settimana comunque gliala lascio giù e se la vedono... tanto non ho fretta (anche se dispiace perdersi queste belle giornate, ma mi rifaccio con la nuova micra c+c )...
scoppiettii ne sento una volta ogni 500km (tipo dei piccolo boom dalla marmitta), ma mi sembra di aver capito si tratta di condensa di carburante che "esplode"... succede invece (ogni tanto) che la moto perde giri, molto di rado ultimamente, ma ancora succede: praticamente sto tirando la 3^ o la 4^, se non la 5^, e sento il motore che "perde colpi" e va giù... è molto veloce, devo scalare e accelerare per tornare a pieno regime...

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Caro verbal_666!!! Ho avuto la tua stessa identica moto e anche io ho avuto gli stessi identici problemi.... Anche a te quando si ferma giri la chiave e non si accendono le luci e non gira il motorino d'avviamento?

martedì 28 luglio 2009

Yamaha Midnight Star 1300



Da: Motoblog.it

La Yamaha per il 2007 propone un’inedita una custom che va ad ingrandire la famiglia delle “star“. Forme levigate, motore inedito, look da americana vera, segno di una globalizzazione motociclistica ormai totale.La XVS 1300 A Midnight Star è una cruiserona grande e grossa, che va ad ingrandire verso l’alto la gamma delle “american cruiser” di Yamaha.Questa 1300 porta anche in dote qualche gustosa novità tecnica per il settore.


Parliamo del motore che non è una derivazione dell’attuale 1100, ma una unità completamente nuova. Alimentazione ad iniezione elettronica, teste a quattro valvole, raffreddamento a liquido (nascosto alla perfezione dietro ad una marea di alette molto retrò), impianto di scarico con catalizzatore a tre vie e omologazione Euro 3. Al motore Yamaha non manca proprio niente nemmeno qualche scelta inusuale per il mondo custom.
Infatti il rapporto di alesaggio per corsa è piuttosto superquadro (100×83 mm), più da moto sportiva che da custom, anche se la casa dei 3 diapason afferma che questa soluzione rappresenterebbe l’optimum tra prestazioni e gusto della guida.
La V tra i cilindri è infatti di 60° e il motore è a scoppi irregolari (uno scoppio dopo 300° l’altro dopo ben 420°) in modo da dare al motore (fissato rigidamente ed elemento stressato) le pulsazioni vitali che tanto piacciono agli amanti di questo genere di moto. Le vibrazioni invece sarebbero annientate da due contralberi piazzati uno su ciascun lato del motore

Anche la ciclistica è completamente nuova, il telaio è un classico doppia culla accompagnato ad una forcella di tipo tradizionale da 41 mm e da una sospensione posteriore con monoammortizzatore e leveraggio progressivo, anche questa una scelta non comune tra le cruiser, come fuori dalla norma è la distribuzione dei pesi dichiarata (48% anteriore, 52% posteriore) che ha ben poco a che vedere con una cruiser e promette una guida piuttosto divertente.

Freni da sportiva con una coppia di dischi da 298 mm e pinze a doppio pistoncino all’anteriore e un discone da 298 mm al posteriore.La trasmissione è a cinghia dentata e il gommone posteriore un 170/70.



Da: Infomotori.

Yamaha Midnight Star 1300. Se diciamo Yamaha, la mente vola immediatamente ai successi del Dottor Rossi in sella alla sua M1 ed alle versioni supersportive della Casa nipponica, capace di regalare vere emozioni da circuito. Questa volta però, la Casa del Diapason abbandona le piste per le lunghe Highway americane, terreno di caccia delle intramontabili custom, seconda anima del motociclismo.Tra le novità 2007 ecco fare il suo debutto la nuova Yamaha Midnight Star 1300: una cruiser grande e potente. Rispetto al modello attuale, le novità non sono certo poche. A parte la ventata di potenza in più offerta dall'incremento di ben 200 cc, la nuova Yamaha Midnight Star 1300 presenta delle caratteristiche molto particolari, usualmente più consone a moto di ben altro segmento.Dal punto di vista estetico, non ci sono certo dubbi sulla sua natura. Linee morbide e generose accompagnano l'occhio del centauro per tutta la lunghezza della moto, mentre il manubrio, dall'abbondante curvatura, abbinato alla sella bassa ed alle pedane avanzate, invitano all'indiscutibile posizione “Custom”.Motore che sorride ai “fratellini” pistaioli Difficile crederlo? Chiaro che sì, e noi di Infomotori.com certo non siamo qui per convincervi di questo.... Ad ogni modo il paragone non è poi così sbagliato ed assurdo. Diverse caratteristiche del nuovo V-Twin raffreddato a liquido, si addicono più a propulsori corsaioli che a “pachidermici” custom, ben adatti a macinare chilometri e chilometri ad andature tranquille e rilassate piuttosto che aggredire cordoli a 14000 giri... A dar sostegno a questa nostra strampalata tesi concorrono gli immancabili dati di “alesaggio e corsa”, numeri che indicano il diametro del pistone e la sua escursione verticale.
Il rapporto 100x83 mm, denominato “superquadro” perchè il diametro del pistone è superiore alla sua escursione verticale, è infatti più consono a moto da corsa dato che necessitano di camere di combustione più ampie con corse più veloci. Per non deludere gli amanti del caratteristico “borbottio”, il V-Twin da 1306 cc è stato realizzato con un angolo a V di 60°, in grado già da solo di offrire un ottimo invito al sound tipico del segmento. A dar manforte si sono poi aggiunti gli scoppi irregolari dei due cilindri: uno dopo 300° e l'altro dopo 420°, capaci di completare degnamente l'opera.Le novità - e le stranezze - non si fermano certo qui. Un'altra caratteristica particolare di questa Yamaha Midnight Star 1300 è senza ombra di dubbio la sua disposizione delle masse. Il telaio rispetta appieno la tradizione grazie alla sua doppia culla in acciaio ed alla forcella da 41 mm. Le novità investono invece la distribuzione delle masse: ora più rivolte verso l'anteriore con un 5% in più rispetto al modello da 1100 cc. Tale scelta, ovviamente inusuale per il mondo delle custom, favorirebbe – a detta dei tecnici Yamaha – il piacere di guida ed il feeling con il mezzo.Impianto frenante pronto a tutto! Cotante cubature e masse non possono che essere frenate nella loro foga inerziale da un degno impianto. All'anteriore l'importante compito è affidato ad una coppia di dischi da 298 mm stretti da pinze a doppio pistoncino. Al posteriore alloggia un disco di pari diametro, incaricato di gestire una gomma da 170/70.


Da Motorbox

PRIMA LA CRUISER
Di sicuro non è la moto più attesa in Italia, dove gli smanettoni sono già da tempo in fibrillazione per una nuova R1, di cui però si possono solo fare delle sognanti ipotesi. In ogni caso, fuoristrada a parte, la Yamaha XVS 1300 A Midnight Star si può considerare la moto che rompe il ghiaccio per quanto riguarda le novità che arriveranno il prossimo anno. Una cruiserona grande e grossa, che va ad ingrandire verso l’alto la gamma delle americane di Yamaha che così arriva a contare ben nove modelli: dalla piccola 250 alla poderosa XV 1900. La nuova 1300 porta anche in dote qualche novità tecnica per il settore.
MOTORE MODERNO
Il motore non è, infatti, una derivazione dell’attuale 1100 ma una unità completamente nuova. Alimentazione ad iniezione elettronica, teste a quattro valvole, raffreddamento a liquido (nascosto alla perfezione dietro ad una marea di alette molto retrò), impianto di scarico con catalizzatore a tre vie e omologazione Euro 3. Al motore Yamaha non manca proprio niente nemmeno qualche scelta inusuale per il mondo custom.
SUPERQUADRO
Il rapporto alesaggio per corsa è, infatti, piuttosto superquadro (100x83 mm), più da moto sportiva che da custom, anche se Yamaha afferma che questa soluzione rappresenterebbe l’optimum tra prestazioni e gusto della guida.
La V tra i cilindri è infatti di 60° e il motore è a scoppi irregolari (uno scoppio dopo 300° l’altro dopo ben 420°) in modo da dare al motore (fissato rigidamente ed elemento stressato) le pulsazioni vitali che tanto piacciono agli amanti di questo genere di moto. Le vibrazioni invece sarebbero annientate da due contralberi piazzati uno su ciascun lato del motore.
PESO AVANTI
Anche la ciclistica è completamente nuova, il telaio è un classico doppia culla accompagnato ad una forcella di tipo tradizionale da 41 mm e da una sospensione posteriore con monoammortizzatore e leveraggio progressivo, anche questa una scelta non comune tra le cruiser, come fuori dalla norma è la distribuzione dei pesi dichiarata (48% anteriore, 52% posteriore) che ha ben poco a che vedere con una cruiser e promette una guida piuttosto divertente.
FRENI SPORTIVI
Freni da sportiva con una coppia di dischi da 298 mm e pinze a doppio pistoncino all’anteriore e un discone da 298 mm al posteriore. La trasmissione è a cinghia dentata e il gommone posteriore un 170/70. Il prezzo non è ancora stato dichiarato.

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Su questo modello è difficile trovare prove su strada o commenti di altri utenti, avendo venduto poche unità.
Ne pubblichiamo uno tratto dal forum motoblog.
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E' la prima custom che posseggo ho sempre avuto moto sportive, le ultime due un R1 e la cbr, ma devi essere sicuro di voler cambiare genere perche' stiamo parlando di due tipi di moto che sono agli antipodi quindi se e' solo per il fatto di non voler andare forte pensaci bene perche ti garantisco che ti puoi far male anche con la Midnight che a vederla ferma sembra un camion ma appena il motore comincia a tirare si alleggerisce come per magia e appena entri un po' in confidenza dovrai sostituire il sotto delle pedane Come consumi diciamo che i bicilindrici consumano sempre un po' di piu' dei quattro , io faccio il pieno ogni 220- 230 km e se non sbaglio sono 18 litri di capacita. (tieni conto che faccio benza appena si accende la spia)


Con le Harley in Usa




Dal sito di Virgilio un bel reportage su un viaggio in USA a cavallo delle nuova serie Touring 2009





Reportage secondo giorno


Reportage terzo giorno

Harley davidson Electra Glide mod 2003


Day By Day Harley Davidson Electra Glide

Dal sito: Motorbox

Grande, grossa e così piena di accessori da far impallidire le supercar. La Electra incarna alla perfezione l’opulenza motociclistica americana. 385 kg spinti da due cilindri a corsa lunga che si lasciano condurre così facilmente da lasciare senza parole. Non guidatela. A meno che non ve ne vogliate innamorare.
Giovedí, 27 Novembre 2003
Stefano Cordara


Ci sono moto che arrivano, mi passano tra le mani e se ne vanno senza lasciare in me nulla se non il gusto di averne provata "una in più". Altre mi lasciano un buon ricordo, altre ancora, invece, mi conquistano a tal punto che le vorrei piazzare nel mio box virtuale. Poche, in verità, quest’ultime sono quelle che mi fanno venire un’incredibile voglia di guidare, che quando sono in sella non scenderei mai. Quelle che mi fanno sempre cercare il percorso più lungo. Bene, tra queste moto inserisco di diritto la Electra Glide Ultra Classic. Marca Harley Davidson per chi non lo avesse capito.

L’AMANTE DEI COLLEGHI
Lo dico sinceramente, ho sempre guardato con scetticismo e diffidenza alle affermazioni di un paio colleghi assolutamente innamorati della Electra che spesso si lasciavano andare a dichiarazioni enfatiche tipo "io in città la uso come uno scooter". Invece, cavolo, è tutto vero!

DISARMANTE
Per capirlo basta innestare la prima e fare cento metri: la prima cosa che colpisce di questa monumentale due ruote è come i suoi quasi 400 kg si lascino condurre con tale disarmante facilità… Ritiro la "mia" Electra giusto prima di un tour de force attraverso un po’ di presentazioni stampa. Dopo un’estate passata in auto avevo una dirompente voglia di moto. Scatta quindi la richiesta all’ufficio stampa HD per una "Harley con le borse" per potermi spostare comodamente e rapidamente da una presentazione all’altra. Non pretendevo tanto, ma già che è arrivata…

MAI GIUDICARE, PRIMA Come spessissimo accade, la Electra è pronta a confermare con i fatti il detto "mai giudicare se non si prova". Chi la vede passare o la osserva parcheggiata sulla sua lunga stampella laterale che pare quasi cedere sotto il suo peso, mai e poi mai penserà che questa moto si possa guidare così… eppure è tutto vero. La Electra è una moto incredibile, quella che a mio modesto parere incarna alla perfezione il gusto tutto americano per l’opulenza e l’esagerazione.

DIMENSIONE HARLEY
Grossa, ingombrante, accessoriata come una berlina di lusso è un punto di vista del mondo-moto del tutto particolare. Quando ci sali entri in un'altra dimensione, ti passa la voglia di correre e vieni preso dalla voglia di goderti il viaggio ad andatura rilassata, ascoltando un bel CD, guardando il panorama e godendo del trottare di questo bicilindrico. Roba quasi d’altri tempi, una dimensione che il motociclista "nostrano" pare aver perduto da tempo.


L’UTILE E IL DILETTEVOLE
Eppure, con il suo comodo abbraccio la Electra ti conquista ora dopo ora, chilometro dopo chilometro e lentamente anche tu, motociclista duro e puro, cominci ad apprezzare prima e a giudicare indispensabili poi tutti quegli "inutili" accessori che la farciscono: Sintolettore CD con regolazione automatica del volume, interfono integrato, cruise control, frecce a rientro automatico.

COMODOSA
Sprofondato sulla sella-divano, radio accesa (con il jet si sente bene fino ai 140), in autostrada non si può fare a meno del cruise control (attivo fino ai 140 orari) con il motore che galoppa (la sensazione è proprio quella) ai 4.000 giri. Protezione totale dall’aria (soprattutto con i paragambe), nessuna vibrazione, il fissaggio elastico del motore fa davvero un gran lavoro (e basta appoggiare una gamba contro il carter del motore per rendersene conto), si potrebbe andare avanti così per ore se non fosse che prima o poi finisce la benzina.

CONSUMO PRECISO
E con la Electra è la prima volta che mi capita di finire un serbatoio prima che io senta l’esigenza di fermarmi per sgranchirmi un po’. 246 chilometri di autonomia, non uno di più non uno di meno, la Electra pare un orologio svizzero, accendendo la spia della riserva con una precisione impeccabile e la cosa più curiosa è che il consumo non è assolutamente influenzato dal percorso. Balla il chilometro in più o in meno, ma autostrada o montagna che sia si fanno sempre gli stessi chilometri con un pieno.


DOLOMITI MON AMOUR
Ebbene si, potevo fare solo autostrada, ma siccome, come ho già detto, questa moto mi fa venir sempre voglia di allungare il giro, ho deciso di allungarlo sul serio. Fuori dal Brennero su per i passi, Val di Fassa, Passo Pordoi, Cortina d’Ampezzo, tutto il Cadore fino a Tolmezzo, un milione di curve, tutte in statale. E l’Electra non finisce di stupirmi. Chi vive la moto solo con il ginocchio per terra non potrà mai capire questo camper a due ruote; ma quando lo guidi capisci che la moto non è solo mettere il naso dentro un cupolino, moto è anche questo. In salita, su per i tornanti, questa monumentale motocicletta non si smentisce riuscendo ad essere a modo suo anche divertente.

GIU DI GIRI
Capisci che il sottile piacere di uscire dalle curve a 1.000 giri con il motore che gli puoi contare i battiti non è meno appagante nel sentire urlare un quattro cilindri sportivo. E che dire del cambio, lento, lungo ma che nella "dimensione Electra" non vorresti differente da com’è, bilanciere compreso. Peso a parte, tutto sulla Harley contribuisce a rendere facile la guida. La morbidezza del motore, il baricentro rasoterra, il manubrio dall’ampio braccio di leva offrono a chiunque la possibilità di condurre la HD con una mano sola.
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GUIDA PULITA
E va detto che, contrariamente a quanto si pensi, l’equilibrio della moto la rende assolutamente gradevole da guidare anche sui tornanti. Certo occorre conoscerne e rispettarne gli ovvi limiti, la frenata non è quella di una sportiva, tutt’altro (ma adatta all’indole della moto), e la guida deve essere rotonda e lineare, con il piede sempre appoggiato sul freno posteriore (potente quasi quanto i due anteriori) per correggere la naturale tendenza ad allargare la traiettoria. Ma, fatto questo, la big Harley si guida in modo assolutamente piacevole. Non è certo una sveltona, i 70 cavalli del big twin da 1450 cc devono spingere una massa considerevole, la lancetta del contagiri sale lentamente, ma guidando la Electra sinceramente non si vorrebbe nulla di più. Comunque, una volta lanciata può correre fino ai 180 indicati anche se la sua velocità perfetta è 140-150 all’ora. Luce a terra, ovviamente, molto limitata, il cavalletto e le pedanone toccano fin troppo in fretta, ma io ho avuto una guida forse un po’ troppo… sportiva.
MARATONA BIKE
Partito-arrivato– tornato. Tutto in tre giorni, e con dentro tante di quelle montagne da stancarsi. La Electra ha sempre marciato come un orologio, impeccabile con il suo motore dall’incedere un po’ zoppicante che alla fine, lo ammetto, un po’ mi è entrato nel cuore. È la moto da viaggio per eccellenza, una vera macina chilometri. La capacità di carico offerta da borse e bauletti è davvero elevata, soprattutto quella del top case ad apertura laterale, che può reggere anche la durissima prova fidanzata-con-guardaroba. Il mio zainetto quasi quasi si sentiva solo. È stata la mia compagna di viaggio verso Faaker See è stata la compagna per tanti giorni nel tragitto casa ufficio, in mezzo al traffico di Milano. Ebbene si, alla fine anche io la usavo come uno scooter.


SOLO PREGI?
Ma, sono tutte rose e fiori? In effetti no. La Electra come tutte le moto ha i suoi punti deboli. È una moto unica nel suo genere, che trasmette tanto al suo pilota, caldo compreso. Bastano qualche minuto di coda o un breve itinerario nel traffico perché il calore sprigionato dal cilindro posteriore e dai collettori di scarico diventi insopportabile nel vero senso della parola mandando in ebollizione le cosce dello sventurato pilota.

HO I BOLLORI
Il consiglio, se si prevede di fare tanto traffico, è di levare i paragambe per migliorare un poco la situazione che d’estate può diventare irresistibile. La frizione potrebbe essere più morbida e le (troppo) grosse leve (non regolabili nella distanza) non aiutano chi ha le mani piccole. La chiave serve solo per bloccare il bloccasterzo ma non va dimenticata nel blocchetto pena lo smarrimento perché (volutamente) non resta fissa nella sua serratura. Trovo molto utili gli indicatori di direzione a rientro automatico ma un po’ fastidioso l’inserimento automatico dell’antifurto che tra l’altro risulta molto sensibile alle interferenze radio che inquinano l’etere. Non è raro pertanto rimanere con la moto piantata in parcheggio. In realtà spesso basta spostarla a spinta di qualche metro perché tutto torni a funzionare, ma con una moto da 385 kg a secco la cosa non è proprio un gioco da ragazzi.
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LA SCHEDA DEL DAY BY DAY
Tempo di utilizzo: 33 giorni
Km percorsi: 1760 Dove: 40% autostrada, 20% città, 40% extraurbano
Litri benzina consumati: 119
Consumo medio: 14,78 km/l
Inconvenienti registrati: Interferenza telecomando antifurto con conseguente blocco della moto.



Economia
Prezzo franco concessionario
25.000 €
Omologazione
Euro ì
Tecnica
Motore
4T
Alesaggio
x mm
Cilindrata
1449 cm³
Rapporto di Compressione
n.d.
Numero cilindri
2
Tipo motore
a V
Orientamento
longitudinale
Alimentazione
Iniezione
Potenza
67 cv 49 kW
Regime di potenza massima
5500 giri/min
Coppia
107 Nm
Regime di coppia max.
3400 giri/min
Velocità max.
165 km/h
Cambio
5 marce
Trasmissione finale
cinghia
Avviamento
elettrico
Ciclistica
Telaio
n.d.
Materiale telaio
n.d.
Freni anteriori: numero
2
Freni anteriori: tipo
disco
Diametro freni anteriori
n.d. mm
Freno posteriore: tipo
disco
Diametro freno posteriore
n.d. mm
Cerchio anteriore
n.d.
Cerchio posteriore
n.d.
Pneumatico anteriore
n.d.
Pneumatico posteriore
n.d.
Dimensioni
Peso
385 kg
Lunghezza
250 cm
Larghezza
n.d. cm
Altezza sella
69 cm
Interasse
n.d. mm
Capacità serbatoio
19 l


Dal sito webchapter
Salutato il mio secondo Road King Classic (grandissima moto!) entro in possesso di una Ultra del Centenario che non ho potuto assolutamente non comprare per il prezzo a cui mi veniva offerta e le condizioni (apparenti aggiungo incrociando le dita visto che ho il tagliandone delle 20,000 miglia in calendario per meta´ Maggio) in cui era. Esteticamente e´ davvero imponente e con il baulone e il parabrezza alto sembra quasi di "entrare" in moto piu´ che di salirci sopra. Questa e´ la prima differenza rispetto al King ed il passaggio dal King all´Ultra e´ piu´ sorprendente di quanto uno si possa immaginare. In fondo hanno lo stesso motore e lo stesso telaio e quindi una si aspetterebbe un comportamente molto simile. Invece le manopole piu´ arretrate in virtu´ di un manubrio di impostazione prettamente turistica e la presenza del Tour-pak a caricare il posteriore fanno si che l´avantreno sembri piu´ leggero di quello del King e il peso, fermamente sulle natiche, toglie quel minimo di carico sui polsi a cui ero piacevolmente abituato con il King. Quindi primo paio di settimane di guida molto circospetta cercando di capire cosa l´Ultra mi racconti nelle varie situazioni. In citta´ : essendo io abituato al King che gia´ usavo come scooter per andare a lavorare il passaggio non e´ particolarmente drammatico. Ovviamente si avverte (e pure parecchio) la presenza del baulone che tende a " tirare giu´ " la moto in entrata di curva ed a limitarne la stabilita´ una volta inclinata. Il cupolone, unito ai paragambe, limita parecchio la visuale soprattutto da vicino il che in citta´ puo´ essere antipatico soprattutto quando si cerca di passare fra due file di macchine. Il motore e´ il solito mulo. Al semaforo parto in prima fino a 2500 giri, clunk, clunk, terza. In terza praticamente si fa tutto tranne che partire al semaforo. Se devo andare un pochetto piu´ veloce butto dentro un´altro paio di marce e mi arrangio con la quinta. Cosi´ facendo limito le cambiate e le rotture di maroni mie e degli altri visto che le Screaming Eagle abbaiano parecchio sotto sforzo. Avere una moto che ruggisce e scuote le budella dei passanti nel raggio di tre isolati e´ simpatico ma devo ammettere che non e´ piu´ fra i primi dieci motivi per cui mi piace avere un´Harley.

I freni mi sembrano un pelino meno efficaci e questo potrebbe essere dovuto alla 40ina di chili in piu´ che l´Ultra si porta in giro. Niente di particolare, basta saperlo e tirare un po´ di piu´. Consumo medio in citta´ una dozzina di chilometri con un litro (non e´ che sia particolarmente attento col gas.........anzi, smanetto mica da ridere). Nel misto : stradina inglese tutta a curve. Molto godibile ma, in configurazione "totale" non certo un mostro di agilita´. Piega e tiene bene, ma va decisamente guidata con decisione per evitare sorprese. In autostrada : con tutte le protezioni si viaggia a 150 senza particolari turbolenze, casco con visiera aperta e musica in cuffia a volume normale. Molto rilassante, da l´impressione che si possa andare avanti all´infinito. L´unico dubbio e´ dato dal rumore delle SE. Sul King in autostrada usavo i tappi ed il problema era risolto ma con l´Ultra e le fenomenali possibilita´ di intrattenimento offerte dal mezzo sarebbe un po´ un peccato isolarsi. Vedremo piu´ avanti ma ovviamente il turismo a lungo raggio e´ l´inviluppo d´uso nel quale l´Ultra e´ piu´ a suo agio. La radio. Ovviamente e´ un bel gadget ma se posso dare un consiglio a chi si avvicina ad un´Ultra o a qualsiasi moto con comandi radio e/o cruise a manubrio per la prima volta direi: fate pratica in garage ad occhi chiusi e cercate di non usarli per strada fino a che non siete in grado di usarli intuitivamente e senza guardare perche´ sono una bella fonte di distrazione. La qualita´ del suono in cuffia e´ quella che e´, usare gli altoparlanti con il casco vuole dire dover tenere un volume abbastanza ridicolo e anche li la qualita´ non e´ certo delle migliori. Dicono che l´upgrade HD con amplificatore esterno e casse pompate sia fenomenale ma non butto certo mezza sterlina in piu´ in una cosa che gia´ com´e´ ha i suoi bei rischi e che quando si arriva ai semafori attira sguardi abbastanza dubbiosi (malgrado il volume si abbassi quando ci si ferma). Comodissimo il volume automatico. Ultima cosa, occhio alle canne da pesca dietro perche un paio di volte girando stretto in viettine laterali mi e capitato di veder la gente che saltava indietro per non essere frustata sulle orecchie. La strumentazione e´ completa (velocita´, contagiri, voltmetro, pressione olio, temperatura aria, spie frecce, folle, engine check, riserva) ed essere finalmente in grado di sapere a che regime sta girando il motore e´ un bel passo avanti e vi posso dire che quando tirate il vostro King che vi sembra che i pistoni stiano per uscire da sotto il serbatoio siete probabilmente intorno ai 4500 giri con ancora un migliaio da spremere prima della zona rossa (che sono peraltro abbastanza inutili). L´unico appunto: il temometro aria e´ abbastanza inutile. Per chi vuole, l´amico Americano distribuisce un termometro olio che si sostituisce a quello dell´acqua senza modifiche. La capacita' delle borse, baule, portapacchi e varie borsettine attaccate qua e la e' tale da consentire 2 settimane di viaggio senza alcun problema portandosi dietro pure attrezzi e ricambi essenziali. Superando lo scoglio delle dimensioni e del peso (ma una volta in movimento e' abbastanza agile) la si puo' usare tranquillamente in citta' e tutti i giorni. I consumi sono elevati ma non si comprano certo queste moto per risparmiare sulla benzina. Le soddisfazioni pero' sono enormi.


Ok, tolto il toglibile. Via Tourpak, sellone di serie, maniglione per il passeggero, carenature laterali, paraborse, fregio del parafango anteriore, vetrone di serie e cruise pegs. Al loro posto arrivano una Badlander e uno spoiler nero e basso. La modifica, che e´ reversibile in poco tempo visti gli attacchi rapidi costa intorno ai 300 Euri inclusa la sella e quindi non male per nulla. Il comportamento dell´Ultra (ormai una Standard di lusso) cambia in modo abbastanza notevole. La moto e´ molto piu´ progressiva nell´entrare in curva e piu´ stabile una volta inclinata. Diventa anche piu´ rapida nei cambi di direzione e molto piu´ gestibile nelle derapate (sulle strade bagnate e unte di Londra il derapone e´ sempre in agguato ma una volta abituati e´ pure gustoso andarselo a cercare). Essendo diminuita la massa in modo abbastanza considerevole mi sembra che freni leggermente meglio ma questa potrebbe essere solamente un´impressione. Il minor peso sul retrotreno rende l´avantreno un po´ piu´ stabile ed ecco che le pedane cominciano a scintillare. Nel misto e´ un bell´andare. Certo i Power Rangers rattrappiti sui loro missili inguinali vi passeranno sopra sverniciandovi anche le mutande ma e´ possibile opporre una certa resistenza non foss´altro per le dimensioni e per il timore (quasi reverenziale) che un mezzo come questo incute a chi sopraggiunge da dietro. Come affrontare un pazzo: non sai mai cosa potrebbe combinare. Unica sverniciata inflitta dal sottoscritto: ad un VFR che ahime´ proveniva in senso opposto. Un largo terrificante in uscita di curva. Inutile dire che un cambio di biancheria intima e´ stato il mio obbiettivo per il resto della giornata e sono sicuro che anche il povero Hondista ha avuto simili necessita´. Del VFR sono solo riuscito a cogliere un dito medio che si allontanava nello specchietto. Ecco uno che sicuramente non si comprera´ mai un´Harley. Il motore da il meglio di se in queste stradine vista la coppia e mentre gli altri snocciolano cambiate in su e in giu´ come fossero rosari il TC88 tira da 1500 giri piu´ o meno fino al punto in cui un motore Jap comincia a capire di essere in moto (4500 giri). In conclusione la Ultra (ora modificata a standard e´ sicuramente la HD piu´ godibile avuta dal sottoscritto fino ad oggi. E´ godibile perche´ consente di fare turismo a lungo raggio senza alcun problema a parte la resistenza del pilota. Avendo un´Ultra ed avendola "spogliata" del superfluo devo dire che se tornassi indietro non comprerei piu´ il King ma andrei direttamente sull´Electra perche´ la reputo piu´ versatile nell´inviluppo d´uso.