domenica 2 agosto 2009

Yamaha Star Rider 1900



Da: motofan
http://it.motofan.com/yamaha/star-raider-1900/v

Yamaha Star Raider 1900: una americana a Roma

Yamaha è la prima marca giapponese che, solo per il mercato USA, ha creato una marca specifica per la sua linea di custom e cruiser. Si chiama Star Motorcycle e la sua ultima novità è la Raider, una moto con una linea aggressiva e peculiare, e con un comportamento fluido e sicuro degno della casa di Iwata.
La Yamaha Star Raider 1900 è una cruiser disegnata per attrarre gli amanti delle custom più estreme, gli appassionati che sognano le preparazioni più speciali, senza rinunciare però ad una tecnologia sofisticata e ad una maneggevolezza poco comune in questo tipo di moto. Il primo punto che marca la differenza rispetto alle altre Yamaha custom è la forcella aperta in stile chopper e il grosso pneumatico posteriore. Possiamo dire che si tratta della moto con le quote ciclistiche più estreme (in senso custom) mai prodotta in serie da una casa giapponese. La sfida era quella di produrre un veicolo di questo tipo rendendolo maneggevole, sicuro e facole da guidare. Le forcelle sbracate in avanti e i gommoni posteriori non sono certo d'aiuto per conseguire questi obiettivi ma sono indispensabili per l'aspetto della moto. Dopo innumerevoli tentativi con varie geometrie, Yamaha, soddisfatta, ha dato la luce verde ad un progetto che per molti sembrava poco amico della produzione in larga scala.


Black Art
La Raider non è special solo nelle geometrie del telaio ma anche nelle finiture, che si arricchiscono con elementi di Black Art, una forma d'esperessione abbastanza diffusa negli States. Per capirci, si fanno sparire elementi altrimenti cromati per altri con finiture nere e che interessano la forcella, i copri carter, il manubrio, le piastre di sterzo, il faro o gli indicatori di direzione. L'intenzione è quella di essere alla moda e di saper evocare quelle linee base di pensiero che oltreoceano animano i motociclisti più esigenti. Si sono quindi tenute presente come fonti di ispirazione concetti come "malvagia, diabolica, gotica, moderna etc.", che normalmente non appartengono all'universo delle due ruote. Di fatto Raider in inglese si potrebbe tradurre con bandito, un concetto in linea con l'idea che vuole suscitare questa moto.

V Twin alla giapponese
Il motore bicilindrico della Raider è derivato da quelli della serie XV e si presenta come una sapiente unione di classico e moderno. Il tiro ai bassi è garantito da un grosso airbox (per questo tipo di moto) da 3,5l e dal conosciuto sistema EXUP montato sullo scarico 2 in 1 in 2. Parliamo di circa 17kgm a 2500 giri e un picco di potenza attorno ai 110cv a 4500 giri. Un altro elemento che caratterizza questa Raider è il manubrio elevato: il pubblico americano adora condurre con i pugni all'aria.



Telaio in alluminio
L'elemento fondamentale per combinare tutti questi elementi tra loro contrastanti è il nuovo telaio (e forcellone) in alluminio, sviluppato con lo stesso criterio con cui si produce quello della R1 e della R6, ovvero per pressofusione sottovuoto. Oltre ad un'ottima rigidità garantisce anche un peso contenuto. Il motore è un'unità V2 a 48º, raffreddata ad aria, di 1854cc. e dotato di teste a 4 valvole azionate da aste e bilancieri da un albero a cammes situato nei carter giusto al centro della V che formano i cilindri. Nuovo è il sistema di trasmissione a cinghia che, a causa della larghezza fuori dal comune del pneumatico posteriore, è stata ridisegnato per non entrare in contatto con quest'ultimo.Le ruote sono da 21" all'anteriore e 18" al posteriore, misure "giuste" per una chopper, rafforzate nella loro particolarità dai pneumatici da 120/70 all'anteriore e da 210/40 al posteriore. L'aspetto è quello di un anteriore slanciato e di un posteriore basso e compatto. La frenata è affidata ad un impianto di qualità con un doppio disco da 298 davanti, lavorato da pinze monoblock Yamaha 4 pistoncini e da un disco da 310 al posteriore. Il serbatoio, da 15 litri, si estende fin sotto la sella, contribuendo ad abbassare il baricentro e rendendo quindi più facili le manovre a moto ferma.

Come va
Una volta in sella il comportamento sorprende positivamente, visto che la posizione di guida non è estrema come ci sarebbe da aspettarsi, i comandi sono tutti molto precisi e morbidi (cambio, frizione) e la frenata è all'altezza delle aspettative. La risposta del motore è sempre generosa e morbida, grazie alla nuova iniezione con iniettori a 12 punti, e grazie alla ottima coppia disponibile già da 2500 giri.La maneggevolezza è la sorpresa più interessante: le premesse non sono buone ma il comportamento dinamico le smentisce. La Raider funziona bene e può entrare nelle curve lente senza "cadere", così come può affrontare le veloci senza che la stabilità venga meno. La sensazione è quella di avere dietro una ruota più stretta. Il trucco sta nelle geometrie: 34º d'inclinazione canotto +6º ottenuti con le piastre della forcella, che non mantengono così il parallelismo tra la linea del canotto e quella della forcella. L'aspetto è lo stesso, la guidabilità migliorata. In generale possiamo concludere che la Raider riesce a soddisfare un po'tutte le esigenze, risulta comoda e maneggevole (per essere una custom-chopper) e ben frenata, inoltre il motore è un punto avanti rispetto a molte concorrenti per la fluidità e la coppia che offre su tutto l'arco di utilizzo. I consumi (oltre 15km/l) sono soddisfacenti. La protezione aerodinamica è sotto certi aspetti sorprendente: la sella bassa e il manubrio alto proteggono abbastanza bene dal vento e la posizione a "pugni all'aria" è sopportabile, anche in autostrada. In conclusione si tratta di una moto meno estrema di quello che sembra e che offre caratteristiche tali che permettono di utilizzarlo più di quello che si immaginerebbe. Per il momento in Europa non è disponibile, ma temiamo che quando lo sarà i prezzi saranno abbastanza elevati.





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