domenica 8 agosto 2010

Victory 2011. Anteprima.

Dal mensile Due ruote.
http://www.motonline.com/prove
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Aggiornamenti per tutta la gamma ma nessun nuovo modello per il marchio americano, che punta su motori performanti e una esclusiva serie limitata firmata da Arlen Ness e famiglia

Nel giorno in cui tutti gli appassionati di custom americane attendono l'annuncio delle novità Harley-Davidson per il 2011, Victory Motorcycles anticipa tutti e presenta la gamma che verrà venduta il prossimo anno: nessun nuovo modello, ma importanti aggiornamenti che rendono più appetibili per tutti le cruiser bicilindriche




venerdì 6 agosto 2010

Comprami.


Comprami.

(da una pubblicita´Harley)

Costo un po', ma puoi anche comprarmi usata e i soldi che spenderai te li restituirò con i viaggi in libertà che farai, con i paesi che visiterai, il cibo che assaggerai, la gente che incontrerai.


giovedì 29 luglio 2010

Harley Davidson gamma 2011.



Dal sito: Dueruote:
http://www.motonline.com

Di Daniele massari.







Ecco le novità per il prossimo anno proposte dalla Casa di Milwaukee: innovazioni caute ma efficaci, e un paio di nuovi modelli

Il fascino dell'autogrill.



Non so perchè mi sono sempre piaciuti gli autogrill.
Quando viaggiavo con i miei, mi piacevano. Mi piacevano i panini anche se tutti se ne lamentavano; rustichella, mediterraneo, bufalino...
Ed ero un po' affascinato anche da tutti quei dolci, in confezioni che non si trovano spesso in commercio. C'era il barattolo di Nutella da 5 kg; un sogno di bambino che da grande poi alla fine ho realizzato. E dolci e biscotti al ciococlato, e caramelle, liquirizie, bevande.
Poi c'erano anche salumi, formaggi di tutti i tipi... e mi sono sempre domandato chi mai avrebbe acquistato un salume o un formaggio in autogrill.
Avrei desiderato anche mangiare al ristorante, ma i miei per risparmiare non ci facevano mai mangiare al tavolo. Forse è per questo che da grande poi, viaggiando per lavoro, mi sono ritrovato a mangiarci spesso. Con piacere.

domenica 18 luglio 2010

mercoledì 16 giugno 2010

Sturgis 2009




Tratto da Motorbox
http://www.motorbox.com/Moto/Magazine/Costume_e_societa/HarleyDavidsonRadunoSturgis.html

È il raduno dei raduni, quello a cui non si può e non si deve mancare. Per gli Harleysti è un luogo unico dove radunarsi, per gironzolare, ammirare, parlare o semplicemente ritrovarsi. Lo fanno in 500.000 ogni anno. Ci siamo stati anche noi quest'anno, e ve lo raccontiamo dal nostro punto di vista. Con una gallery di oltre 200 immagini.

Moto Guzzi Nevada Anniversario,



Da Motorbox:
http://www.motorbox.com/Moto/Magazine/Anteprima/MotoGuzziNevadaAnniversario_anteprima.html

TEMPO DI FESTEGGIAMENTI

Anche in Casa Guzzi si può festeggiare quello che senza tema di smentita il compleanno di un best seller. Si perché di Guzzi ne sono arrivate (e sparite) tante, ma la Nevada è sempre rimasta il modello di gran lunga più apprezzato e venduto.

martedì 8 giugno 2010

Harley davidson Street Glide 2010



Tratto dalla rivista DueRuote
http://www.motonline.com/prove

Articolo di Daniele Massari.
Foto Stefano Gadda

In sella cambia davvero poco rispetto alla versione 2009: identica nella zona della plancia e del serbatoio, la Street Glide 2010 rivela le sue novità a chi la guarda passare con un posteriore giunonico e sinuoso, e a chi la guida con un comportamento dinamico che è stato ulteriormente perfezionato.

giovedì 3 giugno 2010

Harley Davidson Softail CVO


Dal sito Due ruote.
http://www.motonline.com/prove/
Di Daniele Massari.

La più arrabbiata delle Harley CVO per il 2010 ha un nome tutto nuovo: la Softail Convertible ci ha sorpresi per la "castagna" impressionante del twin, che si traduce in una grande progressione e rapidità nel salire di giri. Il segreto lo abbiamo scoperto leggendo la scheda tecnica:

Hammerhead by Roland Sands

Dal sito Dueruote.

Sensibile ai cambiamenti del mercato, però, Roland ha deciso di cimentarsi anche su una Victory, così da mettere a punto una linea di accessori che potessero rivolgersi con efficacia ai clienti (in crescita) di quelle che sono state definite "le nuove motociclette americane".

lunedì 15 marzo 2010

Harley Davidson Fat Boy Special


di Daniele Massari
Nell'inedita versione dark, il grande classico di Milwaukee cambia poco e non perde il suo proverbiale fascino. In vendita a 20.900 euro chiavi in mano

Una delle indiscusse "evergreen" Harley-Davidson, la Fat Boy, si presenta per il 2010 anche nella nuova versione Special.

giovedì 25 febbraio 2010

Honda Fury VT1300CX


articolo tratto dal mensile Dueruote:
http://www.motonline.com/prove/articolo.cfm?codice=231734

La Casa giapponese invade anche quest'ultima nicchia di snob e di anticonformisti. Vedremo come reagiranno


Il chopper Honda

sabato 13 febbraio 2010

Yamaha Drag star 650



In questo articolo ci occupiamo della Yamaha Drag-star 650, una delle custom più vendute in Italia e senz'altro una delle più belle mai prodotte dalla Yamaha.

Purtroppo è da poco uscita di produzione e in rete si reperiscono pochi articoli su questa moto. Abbiamo, in compenso, pubblicato tante opinioni tratte dalla rivista Autociao, che permetteranno a chi voglia acquistarne una usata di farsi una una idea su come va questa moto.



venerdì 5 febbraio 2010

La Harley Davidson vende Buell e MV

La Harley-Davidson rinuncia a Buell e MV
di Luigi Rivola

articolo tratto dal mensile Due ruote.

La Harley-Davidson rinuncia a Buell e MV
Il comunicato ufficiale: L'azienda americana mette in vendita il Gruppo italiano. Il primo commento di Claudio Castiglioni

Bender: il custom che viene dalla Russia


Direttamente dalla Russia, una special che è piaciuta anche alla finale mondiale AMD di Sturgis

La special che vi stiamo mostrando si chiama Bender, ed è stata costruita dal customizer russo Dmitry Motkov, a dimostrazione del fatto che anche agli antipodi degli USA c'è chi sa fare il proprio lavoro con le motociclette…
Dalla Russia, la Bender è volata a Sturgis dove ha partecipato alla finale mondiale dell'AMD World Championship Of Bike Building
tratto da:

http://www.motonline.com/prove/articolo.cfm?codice=204698

martedì 26 gennaio 2010

Victory Vision Tour

dal sito: Due ruote.

http://www.motonline.com/prove



Pubblichiamo la prova, tratta dalla rivista due ruote, di questa moto. Molto divertenti i commenti degli utenti, che copio e incollo alla fine dell'articolo. Si tratta dei commenti più disparati, da "catafalco che sembra un comò" a "vasca da bagno"; c'è chi la considera emozionante con un boiler, a chi sostiene che è più emozionante prendere un treno. Ci sono poi commenti positivi, uniti ad altri commenti più o meno divertenti, per una moto senz'altro fuori dal comune e che certamente non passa inosservata.

martedì 5 gennaio 2010

Il motociclista è



Autore ignoto. Trovato sul web



Il motociclista e'


- quello che continua ad essere un motociclista anche se è a piedi




- quello che la sera quando si mette a letto, chiude gli occhi e sogna di essere in moto in qualche posto bellissimo


lunedì 21 dicembre 2009

Le cose più belle stanno in equilibrio


Tempo fa scrissi il post "essere motociclisti è una situazione emotiva".

http://customharleydavidson.blogspot.com/2009/07/essere-motociclista-e-una-situazione.html

Un lettore ha fatto un suo commento, talmente carino che merita un post a parte.
Eccolo



Bravo Paolo! Bravissimo!

Io ho quasi quarant’anni anni e sono “motociclista dentro” da quando ne avevo meno di quattordici, o forse prima.
Ogni giorno mettevo da parte le mille lire che mio padre mi dava per la colazione al bar e calcolavo quanto mi mancava per materializzare il mio sogno.
I soldi che racimolavo erano pochi e una volta, per sentirmi più vicino all’acquisto, mi comprai un casco usato … che non ho mai usato!
Di mese in mese, sulle riviste, cambiavo la mia moto preferita.
Poi per l’università, cambiai città, e mi presi una due ruote usata … senza motore. Una bici. Mi divertivo.

sabato 19 dicembre 2009

Harley Davidson nightster 1200




Tratto da
http://www.infomotori.com/moto/2009/06/22/harley-davidson-1200-nightster-long-test-ride/







Harley-Davidson 1200 Nightster – Long Test Ride.
Vorremmo riuscire a parlare di un’Harley uscendo dai classici luoghi comuni e anche da quell’atteggiamento un po’ particolare per cui si perdonano tante cose in nome del fascino o del blasone. Cominciamo a raccontarvi la Nightster 1200 partendo dall’estetica della moto.

Triumph Thruxton SE


Triumph Thruxton SE
Lunedì 14 Dicembre 2009

Continua ad allargarsi la famiglia delle versioni SE di Casa Triumph. Ora tocca alla sport-classic .

mercoledì 9 dicembre 2009

I guru del Custom USA in fiera a Verona


dal sito dueuote


http://www.motonline.com/moto_scooter/articolo.cfm?codice=218068

lun, 07 dicembre 2009 - 12.12

I grandi nomi della scena artistica mondiale saranno presenti al Motor Bike Expo, dal 15 al 17 gennaio

venerdì 20 novembre 2009

Harley Davidson 2010. Dal sito Motorbox

Dyna Wide Glide e Fat Boy Special sono solo due delle novità che Harley lancia per il 2010. Due modi completamente differenti di vivere il big twin di Milwaukee. Costano 15400 € (la Dyna) e 20900 € (la Fat Boy)


venerdì 13 novembre 2009

Honda: in arrivo la RS 750



dal sito: Due ruote.

http://www.motonline.com/prove/articolo.cfm?codice=213116
Una stradale semplice e di sostanza, ricca di fascino rétro: farà concorrenza a Bonneville e 883 L'Eicma è in corso e la Honda pur non essendo al Salone continua a presentare sul web le sue novità 2010. Dopo la nuova CBF1000 è la volta della RS750, una roadster entry level bicilindrica, con motore a V di 52° da 745 cc, che strizza l'occhio agli amanti del look vintage.Le cromature abbondano e nella linea spiccano le ruote a raggi e i doppi tubi di scarico sfalsati. L'aspetto è rétro, ma le soluzioni tecniche sono al passo coi tempi come l'iniezione elettronica PGM-FI e la valvola IACV che controlla con precisione l'immissione dell'aria, assicurando il perfetto funzionamento del propulsore anche al minimo e nelle giornate più fredde.La RS750 è una moto essenziale con telaio doppia culla tubolare in acciaio, trasmissione finale a catena, freno anteriore è a disco da 296 mm. Al posteriore lavora invece un classico tamburo. I cerchi sono da 19" all'anteriore e da 16" al posteriore. La forcella è da 41 mm mentre al posteriore troviamo una coppia di ammortizzatori. L'interasse è di 1.569 mm e il peso in ordine di marcia è di 229,5 kg.La posizione di guida, con altezza sella di 73 cm da terra, è stata studiata per favorire anche i più bassi di statura. La nuova RS sarà disponibile in una sola colorazione: grigio metallizzato scuro. Per ora il prezzo è top secret, ma di sicuro sarà nettamente inferiore ai due prodotti ai quali si appresta a fare concorrenza, cioè Triumph Bonneville e Harley-Davidson 883.

mercoledì 11 novembre 2009

Battiato. Tutto l'universo obbedisce all'amore.

Una canzone di Battiato, con il video che vi mostriamo, incentrato su una coppia di motociclisti.
Su una Ducati, non su una Custom, ma il video è bello lo stesso.
Una canzone dedicata a tutti i motociclisti

giovedì 29 ottobre 2009

Il senso dei motoraduni per un buddista.

Ovvero: Budda era un motociclista.
Ognuno dà alle cose un suo significato particolare.
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Anche il semplice gesto di andare al mare ha mille significati particolari. C'è chi ci va perchè ci vanno tutti ma non sa neanche perchè lo fa. C'è chi ci va perchè rimorchia. Chi per abbronzarsi. Chi per riposarsi. Chi per ritrovare sensazioni perdute dall'infanzia o dall'adolescenza.

Una Harley tutta gialla

Camminando per gli Usa capita di incontrare moto particolari. L'Italia è uno dei pochi paesi al mondo in cui le norme sono così restrittive da scoraggiare ogni tipo di modifica.
In altri paesi invece ci sono moto di tutti i tipi e di tutti i colori.
Ecco un esempio particolarmente bello di Harley personalizzata, mandatami da Alberto e Marisa.






venerdì 9 ottobre 2009

Viterbo. Open day Harley.

La scorsa domenica si è svolto a Viterbo l'Open Day. L'open day per chi non lo sapesse è l'occasione in cui i concessionari Harley Davidson aprono i battenti anche la domenica e fanno provare alcuni dei loro modelli al pubblico che ne fa richiesta.


Video Harley

mercoledì 9 settembre 2009

Harley Davidson CVO Street Glide 1800 (prova di Due ruote)



Harley Davidson 2010 CVO 1800
Dal mensile Dueruote:
http://www.motonline.com/su_strada/articolo.cfm?codice=197859




Arriva finalmente, per il 2010, la versione speciale della "bagger" di successo di Harley-Davidson. Come di consueto, finiture di gran pregio e un motore esaltante
Presentata qualche anno fa come versione lussuosa e smaliziata dell'intramontabile Electra Glide, la FLHX Street Glide ha rapidamente conquistato il pubblico: anche nel 2009, tutte le Street Glide importate in Italia hanno fatto registrare il "sold out" già a metà primavera.

Novità Honda 2010



La novità più importante si chiama Black Spirit, una custom realizzata partendo dalla Shadow Spirit 750 e impreziosita da particolari che le conferiscono un look streetfighter che non passa certo inosservato.
Non cambia la Shadow 750 che guadagna però l'impianto frenante con ABS

mercoledì 26 agosto 2009

Moto Guzzi Nevada 750


Dal sito della Moto Guzzi

Bella da vedere, facile da guidare, inconfondibile con quel look un po’ retro che non finisce mai di piacere, Nevada Classic 750 è la custom per eccellenza. La filosofia della guida in totale relax, è perfettamente rappresentata da un modello che nel corso degli anni si è costantemente migliorata nel design e nella tecnologia.

lunedì 24 agosto 2009

Moto Guzzi Griso 1200



Da: Motorsport

Moto Guzzi del 2007 esprimono la dinamicità di un marchio leggendario, proponendo personalità e stile inconfondibile. Oggi si scopre la Griso 8 V, poderosa e potente 1.200.


Incastonato nel possente telaio della Griso ecco un nuovo e poderoso motore: progettato nel rispetto di una tradizione quarantennale, il bicilindrico trasversale a V di 90°, introduce la distribuzione monoalbero a camme in testa, che comanda, per mezzo di silenziose catene morse, 4 valvole per cilindro. E’ questa un’evoluzione decisiva nello sviluppo del già evoluto motore da 1200 cc, che raggiunge ora ben 110cv a 9500 giri, con una coppia massima di 11 kgm.

mercoledì 19 agosto 2009

Intervista a Max Pezzali degli 883, sulla sua passione per la moto.


Su due ruote in libertà


Intervista con Max Pezzali, da sempre grande appassionato di Harley Davidson
Tratto da Deagostini edicola


Al cantante pavese leader degli ex 883 (che è, non a caso, il nome di un notissimo modello di Harley Davidson) abbiamo chiesto di raccontarci come è nato e cresciuto il suo amore viscerale per i bolidi di Milwaukee.


mercoledì 12 agosto 2009

Harley davidson e Marlboro man - scena finale




Da Wikipedia
Los Angeles, 1996: I due amici Harley Davidson e Marlboro Man si rincontrano dopo due anni per dirigersi insieme al locale di un loro amico che naviga in cattive acque per colpa dell'esoso affitto da pagare alla Great Trust Bank. Per aiutarlo i due decidono di rapinare un furgone portavalori della stessa banca e di donare la refurtiva all'amico barista. Ma compiuta la rapina scoprono che il contenuto del furgone non è denaro ma un nuovo allucinogeno, la Crystal dream. I due protagonisti diverrano quindi il bersaglio del direttore della Great Trust Bank che metterà alle loro costole alcuni killer senza scrupoli.
La moto utilizzata da Rourke era in origine una Harley-Davidson Fxrs modificata da un preparatore di Los Angeles, Bartel's.



martedì 11 agosto 2009

Una favola dei giorni nostri

Una favola dei giorni nostri.
di Maurizio Suppo
Da Anima Guzzista.
A mia madre.

Vroom vroom vromm, il piccolo Giovanni correva sempre ad affacciarsi alla finestra che dava sul grande cortile quando sentiva il vecchio signore che accendeva il suo Falcone.

sabato 8 agosto 2009

Hyosung Aquila 650


In questa foto: la versione del 30esimo anniversario



Dal sito Motodiario.






Anche la casa Coreana si getta nel mercato delle custom con una moto degna di nota. Come per tutte le moto di questa categoria lo stile e l’ eleganza è molto importante e l’ Aquila è indubbiamente un bella moto. Ricca di cromature e curata nei dettagli, ha una linea snella e filante.

Harley davidson Fat Boy

Prova su strada tratta da: Infomotori.
http://www.infomotori.com/moto/2008/07/07/harley-davidson-fat-boy-long-test-ride/

Harley Davidson Fat Boy – Long Test Ride. Il nome di questo ormai classico modello della casa di Milwaukee – nato nel 1990 – offre già un'idea dell'accoglienza da riferimento che vi si trova non appena accomodati in sella. Dimensioni generose della seduta e forma avvolgente, manubrio ampio ma non troppo e pedane che sorreggono tutto il piede. Certo, non è necessario essere in sovrappeso per poterla guidare; l'unico aspetto veramente fondamentale è che bisogna avere un'adeguata disposizione d'animo per capire un'Harley, se non la si conosce. In questa prova non vi parleremo di prestazioni, spazio di frenata, capacità di assorbimento delle sospensioni o altre caratteristiche tecniche...un'Harley è emozione e cercheremo di trasmettervi attraverso le parole ciò che si prova alla guida. Quella che vi raccontiamo è la versione realizzata per il 105esimo anniversario della Casa con in aggiunta alcuni optional utili per poter affrontare qualche chilometro in più (parabrezza, borsa posteriore, manopole riscaldabili, Sissybar).

Moto Guzzi V7 Classic e Cafè classic


Da: Megamodo.
Nel 1969 i tecnici della casa di Mandello del Lario aumentarono la cilindrata del loro bicilindrico trasversale a V di 90° da 703 a 757cc, ottenendo un sensibile incremento delle prestazioni massime pur senza minimamente intaccarne la proverbiale fama d’affidabilità e robustezza che aveva decretato il successo della V7 sul mercato e presso i corpi di polizia di mezzo mondo.Consapevoli del potenziale raggiunto da questo propulsore, la Moto Guzzi decise di pubblicizzarne i risultati allestendo un prototipo carenato della V7 Special motorizzato con il nuovo motore da 757cc che, nel giugno e ottobre dello stesso anno, sull’anello d’alta velocità della pista di Monza, stabilì numerosi primati tra i quali quello sulla distanza dei 100 km completati alla velocità media di 218,426 km/h e dei 1000 km percorsi alla media di 205,932 km/h.

Nessuno all’epoca si attendeva simili risultati da un mezzo derivato da una moto dichiaratamente turistica quale era la V7 Special tanto che l’eco generato dall’impresa fu tale da spingere la Moto Guzzi verso la creazione di un modello sportivo in grado d’intercettare i favori di un pubblico nuovo rispetto a quello acquisito con le precedenti V7. Il compito fu assegnato a Lino Tonti, uno dei più geniali progettisti italiani, che sulle generose forme del motore da 750cc costruì un aderentissimo telaio in tubi al CrMo.
Bassa, lunga ed acquattata sulle sospensioni, la V7 Sport debuttò sul mercato con un inusuale accostamento cromatico ottenuto con il verde denominato “Legnano” delle sovrastrutture in contrasto con il telaio rosso, riservato ai primi 150 esemplari assemblati presso il reparto esperienza della Moto Guzzi e dotati di telaio in tubi al CrMo e di modifiche di dettaglio nella distribuzione e nell’accensione rispetto alle successive versioni dotate del telaio di colore nero.
Dotata di un eccellente comportamento dinamico la V7 Sport impressionò il pubblico e la critica specializzata per esser stata la prima moto al mondo prodotta in serie in grado di superare la velocità massima di 200 km/h, un fatto portato all’onore della cronaca nel 1972 da una nota rivista motociclistica italiana. Simbolo della moto sportiva “all’italiana”, tutta sostanza e niente fronzoli, la V7 Sport riappare magicamente oggi nei tratti distintivi della nuova V7 Cafè Classic. Le analogie con l’illustre antenata convergono nell’eccellenza del comportamento dinamico e nella classe espressa negli stilemi comuni, come tonalità verde “Legnano” delle sovrastrutture, le ricche cromature, i semi manubri inclinati, il cockpit della strumentazione e altri dettagli inconfondibilmente Moto Guzzi.



Il design della V7 Cafè Classic è immediatamente riconducibile allo stile della celebre V7 Sport, tanto da ricalcarne le forme e i volumi del serbatoio e dei fianchetti laterali. Si tratta di stile che rievoca uno dei più felici esempi di design italiano degli anni ’70, famoso al punto che la stampa di settore non tardò ad identificare la V7 Sport come l’archetipo della sportiva all’italiana, dove l’essenzialità dello stile trasmette l’efficacia della funzione per la quale il veicolo è stato progettato.

Molte sono le similitudini tra l’antenata e la nuova V7 Cafè Sport, ad iniziare dalla vista frontale particolarmente raccolta grazie dalla presenza di due inclinati semimanubri che invogliano il pilota in una posizione aerodinamica con lo sguardo sugli strumenti e il busto ad un palmo dal dorso del serbatoio, quest’ultimo verniciato nella livrea “Legnano”, tonalità di verde – oro metallizzato che rievoca, in tonalità satinata, il colore della Moto Guzzi più sportive. La celebrazione dello stile “seventies” continua attraverso la profusione di cromature, le ruote a raggi, i silenziatori rialzati, i quadranti della strumentazione ispirati ai celebri Veglia-Borletti e la sella con codino integrato che segue la linea del parafango posteriore, quest’ultimo di colore scuro come l’anteriore.
COMFORT
La V7 Cafè Classic è una moto leggera, compatta che offre un’immediata sensazione di controllo, grazie ad una posizione di guida dichiaratamente sportiva. Aliena dal costringere il pilota ad un millimetrico inserimento negli incavi del serbatoio, sulla V7 Cafè Classic ci si accomoda scendendo e non salendo in sella, nel più classico stile anni ’70. La posizione del “triangolo” pedane, sella e manubrio è pensata per trasferire la maggior parte del peso del pilota sull’avantreno, com’è buona regola sulle moto sportive. Questo potrebbe far pensare ad una posizione particolarmente costrittiva, situazione scongiurata dalla corretta inclinazione dei semi manubri, regolabili in altezza, dalle pedane leggermente avanzate e dalla generosa imbottitura della sella.
Un gran contributo sotto il profilo del confort lo offre anche la sospensione posteriore, con il doppio ammortizzatore che consente un’escursione ruota di 118 mm e la possibilità di regolazione del precarico molla, per adattarne l’assetto alle diverse condizioni di guida. In marcia è gratificante la presenza di un cockpit che ricorda nei quadranti le strumentazioni Veglia-Borletti degli anni ’70: ma a ricordare che siamo alla guida di una moto moderna, vi è la presenza di un duplice display, con le funzioni d’orologio, temperatura esterna e contachilometri totale e parziale, che s’integra sobriamente nei quadranti del tachimetro e contagiri.
CICLISTICA
La versatilità della V7 Cafè Classic imponeva la scelta di una ciclistica adatta sia agli slalom cittadini che ai tornanti di un passo montano, senza rinunciare alla vocazione turistica tipica del marchio. Una ciclistica realizzata con componentistica di qualità, per offrire una guida piacevole dai neofiti, che n’apprezzeranno la facilità di conduzione come ai piloti più esperti, che scopriranno un’elevata tenuta di strada ed un’irreprensibile stabilità.
L’elemento chiave della moto è il telaio a doppia culla, con elementi inferiori imbullonati e staccabili. Particolare attenzione è stata dedicata alla geometria dello sterzo, dove il cannotto ha un’inclinazione di 27°50’, un angolo d’incidenza che assicura stabilità e precisione nei cambi di direzione, grazie anche al supporto della forcella Marzocchi, che adotta steli da 40 mm. La sospensione anteriore ha un’escursione di 130 mm ed è combinata con l’azione dei due ammortizzatori posteriori, regolabili nel precarico molla, che si estendono per 118 mm. Il comparto frenante consta di un disco anteriore flottante da 320 mm e uno posteriore da 260 mm. Particolare è anche la sezione delle ruote, con l’anteriore da 18 pollici e il posteriore da 17 per una gommatura a spalla alta, che restituisce al veicolo un’eccellente maneggevolezza e gran sensibilità di guida.
MOTORE E TRASMISSIONE
Celebre per la sua affidabilità ed economia d’esercizio, il bicilindrico trasversale a V di 90° da 744 cc ha un alesaggio di 80 mm per una corsa di 74, con pistoni dotati di riporto antiusura in grafite e cilindri in lega d’alluminio. Lo small block di Mandello, è alimentato dal sistema d’iniezione elettronica Weber Marelli, con corpi farfallati da 36 mm di diametro, assistito da sonda Lambda che permette al propulsore di rientrare ampiamente nei parametri previsti dall’omologazione Euro 3. Il cambio, dotato di 5 rapporti, è preciso e immediato nella ricerca della folle, con una rapportatura armonizzata all’uso turistico, che esalta la prontezza di risposta.
In termini di prestazioni massime, sorprende come a soli 3600 giri/minuto è già disponibile il valore di coppia massima, pari a 54,7 Nm. E se lo scatto non manca, anche la potenza massima, vicina ai 50 CV, è perfettamente in sintonia con il carattere della V7 Cafè Classic, una moto che non deve sfidare il cronometro ma semplicemente divertire. A questo contribuisce, come in ogni Moto Guzzi, il sound baritonale emesso dal bicilindrico Lariano. La sonorità generata dall’inedito doppio scarico della V7 Cafè Classic è, infatti, tra le più gratificanti tra quelle prodotte dal bicilindrico Moto Guzzi.

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Da Motorsport.
http://www.motorsport.it/articolo/3333/moto-guzzi-v7-classic.html

Presentata a Milano l’affascinante proposta per gli amanti di classiche e del retrò con tanto stile. Porta un marchio storico, quello della Moto Guzzi ed un nome altrettanto storico, V7. La Moto Guzzi V7 Classic non è una nuova moto con un nome noto, bensì è una vera e propria rivisitazione in chiave moderna (non troppo) di una classica che riscosso tanto successo e che vanta ancora oggi tanti appassionati e collezionisti in tutto il mondo. Fantastica per passeggiare con stile, la V7 Classic è una moto facile per muoversi in città e fuori porta, senza cercare le prestazioni, ma assaporando e rievocando le magnifiche sensazioni che 30 o 40 anni fa una Guzzi poteva regalare.
Tutto è classico.
Ogni elemento dello stile e della sostanza delle nuova V7 Classic prende grande ispirazione dalla gamma V7 che a partire dal1967 ha visto la nascita e la diffusione di diverse versioni, come la Special o la Sport. Della V7 Special, la Classic di oggi prende la cromia, i fregi e i fianchetti, della V7 Sport mutua il serbatoio. Di tutte le V7 “copia” le cromature, le ruote a raggi, oltre a, elementi inconfondibili, la sella allungata e piatta, la strumentazione, il faro anteriore, le luci posteriori e, in ultimo, la scritta classica scritta “Moto Guzzi” che firma la vista posteriore.
Tecnologia e vintage.
Il telaio della V7 Classic è a doppia culla, l’inclinazione del canotto di sterzo è piuttosto limitata per un giusto compromesso tra precisione di guida e stabilità alle velocità più elevate. La forcella è Marzocchi, non ha gli steli rovesciati, ma questi hanno un diametro di 40 mm ed un’escursione di 10 mm. Ad ammortizzare al posteriore ci pensano due elementi dal design estremamente classico e posizionati come da tradizione lateralmente, in bella vista con le loro finiture cromate delle molle.
Raggi…
A frenare la V7 Classic pensa un solo disco all’anteriore, flottante, da 320 mm e uno al posteriore da 260 mm. Più che sufficiente per le “staccate” a cui la V7 sarà chiamata. Le ruote a raggi da 18 pollici all’anteriore e 17 al posteriore “indossano” una gommatura a spalla alta.
Nulla è anacronistico… In bella mostra anche il motore bicilindrico con le teste cromate, la candela a vista e i tubi di scarico cromati che partono da lì, curvano e proseguono fino ai terminali a sigaro. Il bicilindrico fa parte della serie small block, ha un cilindrata complessiva di 744 cc e eroga una coppia massima di 54,7 Nm a 3.600 giri al minuto. La potenza massima registrata è di 50 cavalli. La trasmissione è affidata al cardano.
Posizione anni ’70.
In sella si sta comodi, in effetti la posizione di guida delle sportive anni ’70 non ha nulla a che vedere con l’impostazione a cui “costringono” le sport di oggi! Le pedane sono leggermente avanzate, il manubrio è largo. Insomma si sta comodi e con il busto quasi dritto. Osservando la nuova Guzzi dalla lunga sella, sembra una vera moto d’epoca, se non fosse per i piccoli display che “stonano” una strumentazione analogica (e il tubo in treccia del freno anteriore). Dando un po’ di gas da fermo osserviamo come la V7 presenti il fenomeno della coppia di ribaltamento, cioè quell’effetto dato dalla disposizione dei cilindri (a V trasversale o boxer) per cui dando gas da fermo la moto dondola leggermente. Verrebbe voglia di indossare pantaloni a zampa e una maglia a mezze maniche e perché no, accendere una sigaretta!
Passeggiando con gusto.
Dentro la prima marcia, il bicilindrico continua a girare silenzioso al minimo, ma basta ruotare la manetta di poco perché la V7 acceleri dolcemente. Il telaio garantisce una buona maneggevolezza, e si guida in scioltezza nei percorsi urbani. Nelle passeggiate urbane le sospensioni morbide assorbono bene le asperità e al tempo stesso consentono maneggevolezza e precisione di guida. Certo se si forza i limiti di sospensioni e pneumatici si manifestano rapidamente, ma certo la V7 non è pensata per questo.
Lancio…
Già disponibile nel bellissimo e classico colore bianco (Bianco Lunare in casa Guzzi), la V7 Classic è in concessionaria al prezzo di lancio di 7.990 Euro chiavi in mano.






Dal sito: Moto Guzzi.

http://www.motoguzzi.it/it_IT/prodotti/naked/v7_classic/v7_classic/default.aspx

Nel 1967 il mercato motociclistico fu scosso dall’apparizione della prima maxi moto italiana: era nata la Moto Guzzi V7. Sintesi del genio di Giulio Cesare Carcano, la V7 segnò il debutto del bicilindrico trasversale a V di 90° dotato di una cilindrata di ben 703cc, valore record per l’epoca. Accolta con straordinario successo di critica e di pubblico, la V7 ha promosso l’immagine del marchio nel mondo, attraverso la fama di una moto di prestigio, confortevole ed elegante oltre che affidabilissima. Per molti proprietari è stata l’espressione di una parte importante della loro vita, quella legata ai ricordi di gioventù, di viaggi e amicizie, in un periodo storico tra i più fulgidi del marchio. Quaranta anni più tardi, questo passato positivo, complice il presente periodo di pieno rilancio del marchio, ha fatto scoccare la scintilla creativa della nuova V7 Classic. Una moto di forte carica emotiva, che nasce dall’interpretazione di un concetto di bellezza essenziale, riconducibile allo stile della V7 delle origini, ma con tutta la moderna tecnologia ignota alla leggendaria antenata. Moderna nella dotazione tecnica, nella ciclistica e nel propulsore Euro3 da 750cc, la V7 Classic ricorda l’antenata nelle linee del serbatoio, che corre stretto ed affusolato lungo i tubi del telaio per congiungersi con la sella, perfettamente piatta e solidale al parafango posteriore. Non mancano i fianchetti laterali portaoggetti che completano stilisticamente, come nella celebre progenitrice, la vista laterale della moto. Il fascino della V7 Classic si esprime anche dal ritorno di lucenti cromature, come quelle che identificano l’impianto di scarico, gli ammortizzatori, la fanaleria posteriore, il tappo serbatoio, il gruppo ottico anteriore, il confortevole manubrio e che incorniciano i quadranti del tachimetro e contagiri.





Da: Infomotori



Moto Guzzi V7 Café - Test Ride. La Guzzi V7 Classic l'abbiamo vista e provata l'anno scorso: un richiamo molto ben riuscito al classico modello Guzzi che conquistò l'attenzione del mondo e che strabiliò per le sue caratteristiche, all'epoca, avveniristiche. Oggi viene riproposta in versione Cafè, ossia, quello stile sportivo retrò che tanto piace agli avventori dell'Ace Café a Londra e non solo.Se la Classic era molto carina esteticamente, questa è proprio un'affascinante bellezza: colpisce subito la colorazione oro del serbatoio stretto e lungo, sotto cui escono le due testate a V da cui, a loro volta, partono i collettori di scarico che, senza troppi aggrovigliamenti, vanno dritti verso il posteriore dove finiscono in 2 terminali, uno per lato, a lieve tromboncino. Le ruote sono a raggi, anche queste in perfetto stile retrò, come il fanale tondo, la strumentazione a due quadranti circolari analogici e il cardano (che già agli albori allestiva questa moto). Ma le chicche per gli esteti vengono da tre particolari: le fiancatine con le griglie, la sella posteriore sagomata in stile monoposto anni '70 e soprattutto i semimanubri inclinati che ci fanno subito pensare alla posizione schiacciata sul serbatoio che assumevano i piloti dell'epoca: gomiti stretti, ginocchia ben chiuse e giù a testa bassa a divorare strada.Sarebbe stato bello provarla in una gara extraurbana magari su strade bianche, ma il traffico cittadino e qualche allungo in zone più solitarie, ci hanno fatto capire che cuore batta in quest'aquilotto.





Prova su stradaCi avviciniamo alla moto e invece di salirci, ci scendiamo: la V7, infatti, è per vocazione bassa e aderente al suolo, di conseguenza non ci si sale, ma ci si scende sopra; giriamo la chiave e la mettiamo in moto e subito sentiamo esattamente il rumore che ci saremmo aspettati e che avremmo voluto sentir uscire dai due tubi di scarico. La posizione in sella è comoda, forse solo chi ha le gambe un po' troppo lunghe dovrà fare attenzione a non poggiare le ginocchia sulle testate, a meno che non voglia squagliarle, la bombatura della sella è di grandissimo effetto, ma limita la presenza di un passeggero a soli/e minorenni anoressici/anoressiche, nel caso in cui non lo sia il pilota. Giù la prima e si parte. Colpisce da subito il fatto che non si possa stare come su qualsiasi naked col busto dritto, la presenza dei semimanubri invita, quasi costringe, a stare caricati sull'avantreno, come si usa nelle sportive, ma con gran sorpresa, senza affaticare i polsi. Quando si procede e si vuole fare una curva, basta accennare un minimo spostamento del corpo e la moto subito sembra voler buttarsi in piega, la velocità di reazione è impressionante e anche la stabilità è buona. Certo non si arriva a chissà che velocità, cosa che giustifica la presenza di un solo disco all'anteriore, ma ci si arriva divertendosi. Le due sospensioni posteriori assorbono abbastanza bene buche, buchette e tutta quella serie di fastidi che le nostre strade offrono, mentre talvolta nel passare dalla prima alla seconda delle 5 marce, incappiamo nel folle: volendo anche questo potrebbe essere considerato un ritorno agli anni '70.In città è divertentissimo andarci in giro, fermarsi al bar e vedere i capannelli di nostalgici che si avvicinano e fanno domande, senza contare che le donne sembrano rimanere molto affascinate da questa piccola sportivetta. Anche qualche gita fuori porta potrebbe essere un ottimo utilizzo per la V7 Cafè, che se da una parte limita un po' di spazio della sella con la sua bombatura, d'altro canto offre un buon comfort grazie alla generosa imbottitura della stessa. È una celebrazione, è un saggio di raffinato stile, è una compagna da passeggio e una spalla per farsi notare, è un mezzo per esteti, è il bello del non correre sempre a tutti i costi, è un richiamo alle origini, è la bellissima Guzzi V7 Cafè.

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Altri link per informarsi sulla V7.

Wikipedia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Moto_Guzzi_V7_Sport

MSN Motori.

http://motori.it.msn.com/moto_e_scooter/prove/article.aspx?cp-documentid=8582273