giovedì 13 giugno 2013

Harley Davidson gamma 2013

Tratto da motoblog

La Casa di Milwaukee ha annunciato la sua nuova gamma 2013. In precedenza vi avevamo anticipato quali potessero essere le novità, tra cui il nuovo CVO Breakout e modifiche a Street Bob e Sportster 1200 Custom. Non eravamo andati poi così lontano dalla realtà.
Vengono ora quindi svelati i nuovi modelli per l’anno prossimo, che saranno in vendita da ottobre. Harley-Davidson entra nell’anno del suo 110° anniversario con un’offerta in puro stile USA tra cui

mercoledì 12 giugno 2013

Harley Davidson La storia

(da wikipedia)

Gli inizi


La Harley-Davidson nacque nel 1902 a Milwaukee quando William Harley, di 21 anni e Arthur Davidson di 20, costruirono un prototipomarciante di bicicletta motorizzata (siamo nei primissimi anni dello sviluppo del motociclismo); questo mezzo venne realizzato nel garage dell'abitazione di Davidson, che misurava 3 metri per 5. Il prototipo funzionava e alla società si unirono fin dall'inizio i due fratelli di Davidson, William e Walter. Nei primi due anni furono venduti solo tre esemplari.


domenica 13 gennaio 2013

Andrea Benucci è pazzo e ama la moto




Paolo Franceschetti

Andrea Benucci è pazzo, e per questo ha subito un TSO durato diversi mesi;
è pazzo perchè ama la moto, le gite, gli amici, e le cose semplici;


lunedì 15 ottobre 2012

Un Poliziotto novellino ferma una moto per eccesso di velocità e ne segue questo scambio di parole: Poliziotto: Favorisca la patente! 
Motociclista: Non ce l'ho! Me l'hanno sospesa per guida in stato d'ebrezza. 
 Poliziotto: Mi fa vedere il libretto di proprietà di questo mezzo? 
Motociclista: Non è mio. L'ho rubato! Poliziotto: La motocicletta è rubata?? 
 Motociclista: Già. Ma ora che ci penso, mi sembra d'averne visto uno mentre infilavo la mia pistola nella borsa degli attrezzi! 
 Poliziotto: C'è una pistola nella borsa degli attrezzi?
 Motociclista: Sissignore si! È lì che l'ho messa dopo aver ucciso il proprietario e avergli rubato la droga e la moto... 
 Poliziotto: C'E ANCHE DELLA DROGA NELLA MOTO?!?!? 
 Motociclista: Sissignore! Dopo aver sentito anche questo, il novellino decide di chiamare il suo Capo Ispettore... Il motociclista viene immediatamente circondato dalla Polizia, ed il Poliziotto in commando si avvicina cautamente per gestire questa situazione molto tesa e pericolosa... 
 Ispettore : Signore, potrei veder la sua patente per cortesia? Motociclista: Certamente. Eccola. (era valida!) Ispettore: Di chi è questa motocicletta? 
 Motociclista: È mia Ispettore? Ecco la registrazione. 
 Ispettore: Mi apre lentamente la borsa degli attrezzi così vedo se c'è una pistola dentro? 
 Motociclista: Sissignore, ma non c'è nessuna pistola lì dentro. (Infatti, non c'era nulla dentro!) 
 Ispettore: Mi apre le valigie? Mi è stato detto che c'è della droga... 
 Motociclista: Non c'è problema! (Le valigie vennero aperte... nessuna droga!) 
 Ispettore: Non capisco! Il Poliziotto che l'ha fermata ha detto che lei non aveva una patente, aveva rubato la motocicletta, aveva una pistola nella borsa degli attrezzi e della droga nelle valigie... 
 Motociclista : Seeeeeee...... a posto!!! scommetto che le ha anche raccontato che andavo troppo forte!

lunedì 10 ottobre 2011

Come vorrei. Lettera dal carcere.


Come vorrei

Come vorrei viaggiare in moto mentre mi abbracci forte come se respirassi attraverso me e leggere nella tua mente la meraviglia nello scoprire che siamo due corpi mentre così non sembra.

Sentire che chiudi gli occhi stringendomi ancora più forte all’unisono con l’aria che ti riempie i polmoni come se la tua anima respirasse da quell’abbraccio e così, lasciandoti andare, crei le curve, le salite e le discese nella mia.

È vero amore mio, così abbiamo già viaggiato anche in bici come due “Indiana Jones” per anni…

Ma come vorrei farti passeggiare e viaggiare tra le colline che conosco nella Terra di nostro Padre, figlia mia.

TVUKDBPS


AGB

lunedì 19 settembre 2011

Consigli per il cambio dell'olio e la scelta del miglior olio motore




Tratto dal sito del club Tingavert, vi proponiamo un articolo molto chiaro e scritto molto bene dall'utente Richard.




Chiunque si sarà accorto che tutti gli oli (anche quello d’oliva) cambiano la densità con il variare della temperatura, in particolare con il freddo tende ad addensarsi mentre il calore lo rende fluidissimo. Ebbene, il grado di viscosità sta ad indicare come si comporta un olio al variare dalla temperatura.Tralasciando gli obsoleti oli a grado singolo, il grado di viscosità indicato negli oli multigrado, è composto dalla sigla SAE seguita da due cifre divise dalla lettera W, (ad esempio SAE 15w 50) la prima indica le densità a freddo, più il numero è basso più l’olio rimane fluido con l’abbassarsi della temperatura favorendo l’avviamento e la lubrificazione a freddo. La seconda invece ne specifica la resistenza al calore, più la cifra è alta e più l’olio mantiene la sua viscosità (e quindi protegge il motore) nell’aumentare la temperatura.Le case costruttrici specificano per ogni motore il grado di viscosità adatto, la Honda con una semplicissima tabellina scioglie ogni dubbio (il grafico é identico sia per il 600 che per il 650)
Quindi nella maggior parte dei casi un é sufficiente un 15w40 anche se un 15w50 garantisce maggior protezione, in particolare con climi caldi e anche dopo lunghe percorrenze. Mentre se si usa la moto spesso in inverno con temperature molto basse (tipo inverno 2001-2002) meglio scegliere un 10w40. Esistono anche oli molto eclettici, con formidabili gradazioni 5w50 o 10w60, ideati per alcuni motori (da competizione o quasi) non provvisti di pompa dell’olio, dove la fluidità è fondamentale e che raggiungono temperature di esercizio molto elevate, in particolare se raffreddati ad aria. Inutile dire che l’utilizzo su una moto come la Transalp è superfluo, visti anche i costi di questi prodotti. Se qualcuno li volesse provare non ci sono particolari controindicazioni (anzi) tranne un innocuo aumento della rumorosità meccanica a freddo, fino a quando il motore non è in temperatura. Sono invece indicati se si fanno viaggi in luoghi con forti escursioni termiche (deserti, alte quote ecc.) Se in una vacanza si passa da -20 a +35 un 5w50 é l'ideale. A me é capitato e mi ha garantito ottimi avviamenti a freddo e consumi di lubrificante irrisori.

Stranamente il tipo di olio che utilizzava la Honda per il 600 (Castrol GP) ha gradazione 20w50 ed é inadatto per l'utilizzo invernale della moto (almeno al nord Italia) mentre per il 650 sul libretto di uso e manutenzione oltre al grafico sopra riportato, viene consigliato l'uso del 10w40, cosa che non deve essere presa come un "dogma" in quanto il libretto é identico dalla Norvegia alla Sicilia, quindi meglio utilizzare quello più consono al nostro clima e all'utilizzo che faremo della moto.


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Tipo di Olio

Minerale…Sintetico…..o semi ..(non di semi!)… quale scegliere? Anzitutto che differenza c’è: il minerale è ricavato direttamente dalla raffinazione del petrolio, il sintetico è ottenuto per sintesi chimica ed il semi sintetico è un misto dei due del quale nessuno specifica le percentuali, per assurdo basterebbe una goccia di sintetico in un litro di minerale per dargli l’appellativo di semisintetico. I vantaggi del sintetico sono prevalentemente di avere un grado di viscosità molto ampio, non troverete mai un olio minerale con gradazione SAE 5w50 ma, come abbiamo visto, per la nostra moto questo non rappresenta un problema. Altra caratteristica del sintetico è di mantenere per più tempo e chilometri le sue caratteristiche, può quindi essere sostituito meno frequentemente, anche se non sempre conviene visto i costi maggiori. Conclusione: un minerale va bene, dobbiamo però sostituirlo alle scadenze prescritte (12.000KM) e se strapazziamo un po’ la moto, anche prima. Chi ci mette il sintetico che almeno lo sfrutti per l’intero chilometraggio.

N.B. Non mescolare mai tipi di olio diversi, in particolare minerali con sintetici.


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Indice qualitativo

Sulle lattine si trova la scritta API e ACEA, sigla degli enti, il primo americano, il secondo europeo, che si occupano di certificare che un olio superi determinati test, attribuendogli di conseguenza un certo indice qualitativo. Quali siano queste prove lo rimandiamo ad altra sede, mentre mi auguro che questi enti controllino a campione gli oli in commercio , per verificare che effettivamente siano quelli che hanno superato questi severi test. Certo vedere al supermercato un olio con l’indice Api SJ che attualmente è il migliore, a 5000L/l. qualche dubbio lo fa venire. Comunque rimangono gli unici mezzi a disposizione di noi consumatori, ed allora analizziamoli:

API (American Petroleum Institute) il codice è composto da due sigle la primo indica l’impiego S=Service cioè motori a benzina il secondo C=Commercial per diesel, seguite rispettivamente da una lettera che ne indica la qualità in progressione alfabetica. A noi interessa esclusivamente la lettera che segue la S, i più diffusi sono SE, SF, SG,SH E SJ (attualmente il migliore).Ad esempio un API SJ/CF sarà migliore di un API SE/CD. N.B. Sta per essere introdotta anche una nuova classificazione API SL.

ACEA (Association des Constructeurs Europeans d’Automobiles), decisamente più vaga, si compone di lettere e numeri A=Motori a benzina, B=Diesel, E=Diesel industriali, indicano a quale tipologia di utilizzo è indirizzato, seguite da un numero: 1=Prestazioni speciali (????), 2=Prestazioni Standard (media qualità), 3=Prestazioni Particolari (Buona qualità). Esempio ACEA A2-96, A2 la classe 96 l’anno di introduzione della certificazione. Ma la Honda cosa dice (dal manuale uso e manutenzione): "Usare soltanto olio…conforme o superiore alle categorie SE, SF o SG della classificazione API americana". Probabilmente le categorie SH e SJ non c’erano ancora. Questo significa che la nostra motina digerisce senza problemi la stragrande maggioranza degli oli oggi in commercio.

IAMO E' la classificazione più recente, specifica per motori motociclistici, l'ente certificatore é giapponese.
Dovrebbe interessare anche componenti non contemplati dai certificatori automobilistici, quali frizioni a bagno d'olio e resistenza delle molecole d'olio al taglio meccanico.
Purtroppo non é ancora molto utilizzata e la classificazione migliore, attualmente la MA viene superata da molti oli, anche non al top nella scala API.


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Additivi

Gli oli si compongono di una base alla quale possono venir aggiunti additivi specifici per l'impiego al quale saranno chiamati a lavorare. Per quelli specifici per moto (e per quelli per auto ad alte prestazioni) é fondamentale non si creino schiume e quindi vi saranno additivi antischiuma ed anche sostanze che permettano una buona resistenza delle molecole al taglio meccanico operato dagli ingranaggi del cambio (che nelle auto é separato). Mentre alcuni oli motore per auto contengono degli additivi detti antiusura, a volte specificati sulla confezione, che non sempre sono compatibili con la frizione a bagno d’olio di cui è dotata la nostra moto. Non sono molti e solitamente sono oli costosi, ma se vi imbattete in uno di questi, vi può capitare che la frizione tenda a slittare, nessun problema irrimediabile, l’effetto solitamente diminuisce col passare dei Km, magari anticipate il cambio e ovviamente utilizzate una altro tipo di olio. Da evitare anche l’utilizzo di additivi da mescolare con l’olio, nove su dieci che la frizione vi molla.

Conclusione: alla luce di quanto detto se guardate sulle etichette di oli blasonati e costosissimi, qualche sorpresa la troverete, non sempre un olio caro è un ottimo olio. Allora quale scegliere? Dipende, io ad esempio uso un normalissimo 15w50 SJ minerale da 9000L/l, altri usano costosi 10w60 SJ Sintetici, altri ancora olio da supermercato da 5000L/l, altri ancora solo oli di marca. Tutti giuriamo che vanno benissimo, la cosa certa è che nessuno ha mai avuto problemi imputabili alla scarsa qualità dell’olio.E’ tutto soggettivo, chi percorre pochi Km in un anno meglio scelga un minerale poco costoso da sostituire ogni anno, chi fa molti Km apprezzerà la riduzione degli interventi dovuta all’uso di un olio "longevo" , ora le conoscenze per sceglierlo le avete.


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FAQ

Ogni quanto devo sostituire l’olio?

Sui primi modelli davano la scadenza ogni 6000Km o un anno, poi (sempre sui modelli 600cc) si è passati a 12.000 o un anno, seguendo una tendenza comune a molte marche di ridurre gli intervalli di manutenzione. Considerando che il motore è sempre lo stesso i 12.000 possono valere per tutti i modelli, a patto di usare un buon olio e non strapazzare troppo il motore, altrimenti conviene anticipare di qualche migliaio di Km. Il fatto di sostituirlo ogni anno, se si fanno pochi Km può essere preso con una certa elasticità.

Devo sempre cambiare il filtro?

Sicuramente 12.000Km sono un giusto intervallo, considerando che filtra anche le impurità prodotte dal cambio. Inoltre sostituendo il filtro si svuota completamente l’impianto, cosa sempre positiva (obbligatoria se si cambia tipo di olio).

Quale gradazione usare?

Guardando il grafico del libretto di uso e manutenzione in tutte le stagioni e tutti i climi Italiani può bastare un 15w40 anche se un 15w50 da maggiore protezione nel tempo. Se il clima é molto freddo e si usa spesso la moto in inverno meglio un 10w40. Mentre per evitare eccessivi consumi, per i modelli dell'87-88 può andare bene un 20w50 o 20w60.

Come smaltisco l'olio esausto?

Buttarlo nelle fogne é un grave segno di inciviltà oltre che vietato, pensate che pochi litri di olio inquinano migliaia di litri d'acqua, proprio la stessa acqua che useremo per lavarci, per bere e per andarci a pescare, per cui recuperatelo (magari utilizzando i contenitori del nuovo) e portatelo a un distributore oppure nelle isole ecologiche presenti in molte città. Anche i supermercati che vendono olio spesso lo recuperano o indicano dove rivolgersi per lo smaltimento.

Per eventuali rabbocchi che olio uso?

L’ideale è sempre rabboccare con lo stesso olio presente nel motore o in alternativa con uno dello stesso tipo e gradazione (non fatevi abbindolare dai costosissimi flaconi appositamente indicate per rabbocchi). Non rabboccare mai con tipi di oli diversi, in particolare sintetici con minerali (e viceversa). E’ buona abitudine farsi dire dal meccanico tipo e marca di olio utilizzati e procurarsene un barattolo per ogni evenienza.

Posso usare un olio per auto?

Si, esistono ottimi oli non indirizzati espressamente alle moto che vanno benissimo. L’unico problema potrebbe verificarsi con alcuni (pochissimi) oli di auto è lo slittamento della frizione, il fenomeno si riduce con i Km, se così non fosse è necessario cambiare olio. E' anche possibile che un olio automobilistico economico tenda a creare schiume, la nostra moto digerisce un po' tutto, senza danni al motore, ma é maglio utilizzare solo prodotti di buona qualità.

D: Devo obbligatoriamente usare un olio sintetico?

R: No, la Honda per la Transalp 600 utilizza un olio minerale. Indubbiamente i sintetici hanno dei vantaggi, ma anche un costo spesso molto elevato.

D: Meglio un olio di marca?

R: La marca la si paga eccome, a pari prezzo spesso si comperano oli migliori. Generalmente tutte le maggiori ditte petrolifere hanno in catalogo ottimi prodotti a prezzi ragionevoli mentre con marchi molto noti nel mondo dello sport, si paga una quota in più di immagine (pubblicità) spesso a discapito della sostanza.

D: Quanto olio consuma un motore?

R: Dipende molto dalla guida, dall’olio e dai Km percorsi. Una moto nuova usata bene ha un consumo irrilevante vicino allo zero. Quando comincia ad avere diverse decine di migliaia di Km sulle spalle o la si spreme a fondo con lunghe tirate autostradali, si può arrivare a 250/300gr ogni 1000Km. Questo non vale per i modelli dell’ 87-88 che invece possono consumare fino a 1Kg/1000Km.

D: La mia moto consuma olio, qual'é il più indicato?

Come detto gli oli liquidi (come i 5w40 ad esempio) tendono ad essere consumati maggiormente, quindi bisogna utilizzare un prodotto piuttosto denso come un 20w50, questo compatibilmente con le condizioni d'uso della moto.

D: Posso usare gli additivi antiusura a base di PFT o similari?

R: Se non ci sono particolari esigenze meglio un buon olio senza "droghe". Assolutamente da evitare quelli per motori automobilistici, danneggiano irreparabilmente la frizione che è a bagno d’olio. Ultimamente si stanno invece diffondendo additivi specifici per moto che promettono minori attriti e riduzione nei consumi d'olio. Sarà vero?






http://www.motoclub-tingavert.it/t6775s.html

mercoledì 1 giugno 2011

The secret. Ultimo giro in Harley Davidson



Erano le 10 e 30 quando suonarono alla mia porta ed andai ad aprire.
Non ricevo molte visite durante il giorno. Diciamo che non ne ricevo nessuna. I miei non c'erano. E allora non capivo chi potesse essere. Sentivo il rumore di una Harley che rombava a pochi metri da casa mia.
Incuriosita alzai la maniglia e appena la porta si aprì ebbi un tuffo al cuore.
Adam era davanti a me tutto sorridente.
Per raggiungere un maggiore effetto scenografico aveva lasciato il motore della sua Fat Boy acceso, affinchè io capissi al volo che mi voleva portare a fare un giro, e non era venuto per entrare in casa.

mercoledì 16 marzo 2011

Un sito di auto americane.


Segnalo a tutti un blog di auto americane, con i contatti necessari per chi vuole acquistare un auto americana a prezzi eccezionali.

Il sito di auto è gestito sempre da me, e sono in contatto con la ditta Navigli e C, come consulente.
Questo è il link.

http://autoamericane.blogspot.com/

Incontro con: una Triumph Thunderbird 1600



Capita di camminare per la strada e a un certo punto rimanere colpiti da una moto in particolare. Poderosa, elegante, emana un'impressione di potenza e comodità al tempo stesso.


venerdì 10 dicembre 2010

Il cuore a due cilindri.


Questo è un libro sull’amore. Anche se dalla copertina potrebbe non sembrarlo affatto, in realtà lo è.
Probabilmente adesso qualcuno inizierà ad avere dei dubbi o magari incomincerà a sfogliare freneticamente i capitoli. Forse potremmo anche giocarci qualche lettore non troppo motivato.
Non ce ne frega assolutamente niente.
L’amore di cui si parla è di una categoria particolare: quello verso le motociclette.

sabato 11 settembre 2010

La moto mi ha salvata dal cancro.



Dal sito: motocicliste.com

di: Laura.

D'improvviso un giorno, come un fulmine a ciel sereno, arriva la diagnosi. Tumore. 5 centimetri. Terapia, chemio, radio, operazione, ospedale, medici, visite controlli. Le statistiche non sono buone, entro due o tre anni ci sono altissime possibilità che torni, ma se torna non c'è scampo, in genere.
Davanti a me il vuoto. Non ero preparata. Nessuno mi aveva avvertito di una possibilità del genere, che pensi sempre possa capitare ad altri, non a te. Nessuno poi mi aveva detto che quando la notizia arriva, arriva tutta d'un colpo, senza preparazione, un normalissimo giorno in cui tu pensavi di andare a cena fuori con gli amici, e fare il tuo lavoro come sempre, e invece no, te ne stai li, con la tua notizia: cancro.
Non avevo mai avuto un obiettivo nella vita. Avevo sempre vissuto giorno per giorno, col mio lavoro di commessa, mamma e papà la domenica, i ragazzi che cambiavano senza preoccuparmi se un giorno avrei avuto o no una famiglia. La moto era la mia unica meta, il mio unico svago, la mia passione, quella per cui avevo rinunciato a fidanzati, quella per cui avevo iniziato a lavorare presto, per potermela comprare.
Ho pochi anni davanti e il vuoto in questi anni mi dissi. L'idea che potessi rientrare in quel 20-30 per cento di statistica positiva non mi sfiorava. Non so perchè. Forse perchè in fondo non mi interessava vivere se questo significava continuare a fare la vita di prima.
E allora la decisione fu inevitabile.
Dopo l'operazione non completai neanche i cicli di chemio previsti e feci un'altra cosa. Quello che in fondo avevo sempre sognato ma non avevo mai avuto il coraggio di fare.
Presi la mia Virago, la sistemai alla perfezione cambiando i pezzi che erano più facilmente soggetti ad usura perchè volevo evitare di trovarmi in territorio straniero e cercare un meccanico senza sapere la lingua, mi licenziai, presi la liquidazione. 
E partii.
Se dovevo morire volevo farlo in moto andando incontro alla morte, senza aspettarla docilmente con i controlli periodici, le visite, e conducendo una vita sempre uguale che era in realtà già una morte quotidiana.
Niente visite. Niente controlli. Niente medicine. Niente di niente.
Avrei fatto camminare la mia moto finchè non si fosse rotta, e avrei fatto camminare il mio corpo finchè non si fosse rotto da solo.
Due corpi che andavano verso la fine.
Due anime fuse insieme. Che avrebbero marciato insieme. 
Feci il calcolo che la somma mi dovesse bastare per tre anni. Calcolai diecimila lire di benzina al giorno (che poi di li a poco si sarebbero trasformati in euro). Circa 9 milioni di lire di benzina l'anno. Una o due notti di albergo a settimana, altri 5 milioni, i restanti giorni avrei dormito in tenda.
Con 40 milioni di lire sul conto, tutta la liquidazione e i risparmi di 20 anni di lavoro, partii.
La moto era stracarica, ma la mia Virago non sentiva la fatica.
Milano.
Sanremo.
Francia. 
Spagna.
Strada, soste, pioggia, sole, città, paesi. Viaggiavo. Viaggiavo solamente. Lentamente. Guardando i paesaggi. Cercando di vedere tutto quello che non avrei più rivisto. Tutto quello che mi sarei persa nei prossimi anni.
Se pioveva mi fermavo in un punto riparato, poteva essere un bar, un ristorante, o talvolta anche solo una tettoia, e aspettavo finisse. Non avevo fretta. avevo tutto il tempo del mondo. Anzi, talvolta pensavo che la pioggia venisse a dirmi che forse era caso di fermarmi perchè doveva darmi il tempo di riflettere, su me, sul mio passato, sulla mia vita che non era vita.
Il primo inverno lo passai in Marocco, dove potevo stare al caldo.
Talvolta entravo in paesi o in zone che non sapevo collocare nella carta geografica. A volte mi accorgevo di aver girato per settimane in tondo. 
I capelli mi erano ricresciuti in fretta ma li tenevo sempre cortissimi perchè con il casco li trovavo più comodi. Inoltre in questo modo sembravo un maschio, e questo mi faceva sentire più sicura. Del resto non sono mai stata molto femminile. 
Quando pioveva talvolta mi rifugiavo in alberghi, scoprendo che all'estero sono più economici che in Italia, e che il mio calcolo per l'albergo era stato anche eccessivo. Mi restavano quindi anche dei soldi per permettermi piccoli lussi, come un nuovo giubbotto di pelle che non mi facesse entrare l'acqua come quello che mi ero portato dietro all'inizio.
Quando si va in moto, del resto, i lussi da concedersi sono pochi. Le sigarette, il portasigaretta con l'immagine del luogo dove hai dormito. E poco altro. Nelle borse non c'entra nulla.
Anche il cibo mi costò meno di quanto avessi calcolato, perchè finii per mangiare pochissimo, per essere più in forma durante il viaggio e non appesantirmi lo stomaco. 
Alcuni posti dove mi fermai per più giorni mi sono rimasti impressi, di altri mi è rimasto solo il ricordo, un immagine, dei suoni, o dei sapori.
Almonte, Merida, Palencia, Carcassonne, Gueret, Amboise, Epinal, Friburgo, Bamberg, Olomuc, Blansko. Monti, colline, laghi, paesi sperduti, tante vite, lavori, campagne, paesaggi, sapori tutto scorreva.
Con gli amici avevo tagliato i ponti. La loro reazione di fuga alla mia malattia mi aveva insegnato che l'amicizia è una cosa troppo evanescente per poterci contare.
Nessuna telefonata, nessun rimpianto, solo qualche occasionale telefonata ai miei con cui comunque non sapevo cosa dire, perchè non avevano capito la mia scelta. E' pazza dicevano.... la malattia l'ha fatta impazzire ed è partota con la moto per non si sa dove".
In realtà io sapevo benissimo dove stavo andando: incontro alla morte, ma se dovevo andare incontro alla morte, volevo che fosse viaggiando, volevo andargli incontro io e non volevo aspettarla.


Fu un un giorno, a Bordeaux, che capitai a Plum Village e conobbi un monaco Vietnamita. Li mi fermai per tre mesi ospitata da alcuni motociclisti del luogo che lavoravano presso il centro. 
Erano passati tre anni,  e io ero ancora li. Avendo finito i soldi (che a quel punto erano diventati euro) rimasi li a lavorare e a meditare.
Fu li che mi accorsi di tante cose.
Mi accorsi anzitutto che non c'era mai stata tristezza nel mio viaggio. Il mondo mi era passato ai lati, davanti, e dietro, come un film. E io avevo vissuto come si vive un film. Guardando. Talvolta poteva affiorare forse qualche momento di noia, altre di euforia (quando mi fermai per una settimana al ritiro di Besancon, o quando in un albergo di Vilnius il proprietario mi invitò a restare due settimane per aiutarlo nel lavoro, non facendomi pagare l'alloggio, perchè aveva una comitiva di italiani; o quando rimasi quindici giorni in un albergo di Damasco perchè ero stata assalita da un febbrone da cavallo, e al termine dei quindici giorni in cui il bellissimo albergatore non mi fece pagare nulla, mi disse: ho capito che tu non sei una donna ordinaria, e non posso chiederti di rimanere per sempre; però potrai tornare quando vuoi, e sarai sempre mia ospite e se io non ci fossi più quando tornerai lascerò detto che per te il soggiorno deve essere sempre gratis. Hai una casa qui).
Mi accorsi che erano passati tre anni e tre mesi. Ed ero ancora sana, e viva. Avevo superato la statistica.
Lo strano e dolcissimo monaco che dirigeva il Plum Willage, dal nome irripetibile e impronunciabile, ascoltando il mio racconto, mi disse: la pace è ad ogni passo, e fa gioioso il sentiero senza fine. Ti sei ammalata perchè eri priva di meta e infelice. Adesso sei ancora sana. Lo sarai fino a che continuerai ad avere una meta e finchè sarai felice. La gente, che lo sappia o no, muore solo quando ha raggiunto la meta che lo attende.

Ma perchè sono viva? E cosa devo fare per continuare a vivere, chiesi.

Sei viva perchè hai fatto quello che si deve fare per vivere e non per morire. Vivere giorno per giorno, mangiare poco, stare fissi sulla meta, che è il viaggio, non la destinazione finale, non pensare alle cose negative, niente controlli, visite, statistiche, che ti fanno concentrare sulla morte e non sulla vita.
Ti sei concentrata sulla vita, e il tuo corpo ha risposto.
Finchè ti concentrerai sulla vita, vivrai.
Quando ti concentrerai sulla morte, prima o poi morirai. Ma pensare solo alla pensione, al lavoro, e condurre una vita senza senso è già morire.

Avevo finito i soldi, e dovetti tornare a Milano dai miei. A 38 anni non fu facile ricominciare a stare coi miei, ma questa volta l'atmosfera in famiglia era diversa, perchè mi consideravano una strana matta che era riuscita a sopravvivere all'inferno.
La mia Virago, che aveva fatto 100.000 km in tre anni, non si era mai rotta, nè ho dovuto mai cambiare un pezzo durante il viaggio. Si ruppe la leva del cambio proprio il giorno in cui arrivai a Milano, mentre stavo entrando nel garage e stavo riponendo la moto in garage.
Sono passati altri sei anni e a 44 sono ancora viva. Oggi organizzo viaggi in moto per il Plum Village, dove la gente può fare corsi di meditazione e apprendere le tecniche del monaco vietnamita.
Io non ho avuto mai bisogno di meditare, perchè ogni giorno la mia vita è diventata una meditazione. E tutto quello che faccio è meditazione, e fa parte del viaggio.
Non avevo capito che la mia meta era già davanti a me. Ho fatto 100.000 km per capire che il viaggio è ogni giorno. Che la felicità è solo una condizione interiore, e non dipende dalle cose che si fanno, ma da come stiamo noi internamente.  E talvolta puoi trovarla anche andando incontro alla morte. E che la meta può essere anche la moto, e io quella meta ce l'avevo ma non mi ero mai accorta di averla. Avevo lasciato la meta in garage e probabilmente per questo mi era arrivato il cancro. E' come se un giorno fosse arrivato lui, per dirmi "togli la moto dal garage, ma fallo presto, questa vita è solo una").
Anche la mia Virago, oggi, ha oltre 300.000 km, ma contro tutte le statistiche, è ancora marciante.



domenica 8 agosto 2010

Victory 2011. Anteprima.

Dal mensile Due ruote.
http://www.motonline.com/prove
.
Aggiornamenti per tutta la gamma ma nessun nuovo modello per il marchio americano, che punta su motori performanti e una esclusiva serie limitata firmata da Arlen Ness e famiglia

Nel giorno in cui tutti gli appassionati di custom americane attendono l'annuncio delle novità Harley-Davidson per il 2011, Victory Motorcycles anticipa tutti e presenta la gamma che verrà venduta il prossimo anno: nessun nuovo modello, ma importanti aggiornamenti che rendono più appetibili per tutti le cruiser bicilindriche




venerdì 6 agosto 2010

Comprami.


Comprami.

(da una pubblicita´Harley)

Costo un po', ma puoi anche comprarmi usata e i soldi che spenderai te li restituirò con i viaggi in libertà che farai, con i paesi che visiterai, il cibo che assaggerai, la gente che incontrerai.


giovedì 29 luglio 2010

Harley Davidson gamma 2011.



Dal sito: Dueruote:
http://www.motonline.com

Di Daniele massari.







Ecco le novità per il prossimo anno proposte dalla Casa di Milwaukee: innovazioni caute ma efficaci, e un paio di nuovi modelli

Il fascino dell'autogrill.



Non so perchè mi sono sempre piaciuti gli autogrill.
Quando viaggiavo con i miei, mi piacevano. Mi piacevano i panini anche se tutti se ne lamentavano; rustichella, mediterraneo, bufalino...
Ed ero un po' affascinato anche da tutti quei dolci, in confezioni che non si trovano spesso in commercio. C'era il barattolo di Nutella da 5 kg; un sogno di bambino che da grande poi alla fine ho realizzato. E dolci e biscotti al ciococlato, e caramelle, liquirizie, bevande.
Poi c'erano anche salumi, formaggi di tutti i tipi... e mi sono sempre domandato chi mai avrebbe acquistato un salume o un formaggio in autogrill.
Avrei desiderato anche mangiare al ristorante, ma i miei per risparmiare non ci facevano mai mangiare al tavolo. Forse è per questo che da grande poi, viaggiando per lavoro, mi sono ritrovato a mangiarci spesso. Con piacere.

domenica 18 luglio 2010

Harley Davidson Dyna Fat Boy (prova video)

Sportster 883R



Cilindrata 883 cc
Cavalli 51
peso 251 kg
motore raffreddato a aria ad iniezione
Consumo: 20 km/l
Costo: 8.800 euro

mercoledì 16 giugno 2010

Sturgis 2009




Tratto da Motorbox
http://www.motorbox.com/Moto/Magazine/Costume_e_societa/HarleyDavidsonRadunoSturgis.html

È il raduno dei raduni, quello a cui non si può e non si deve mancare. Per gli Harleysti è un luogo unico dove radunarsi, per gironzolare, ammirare, parlare o semplicemente ritrovarsi. Lo fanno in 500.000 ogni anno. Ci siamo stati anche noi quest'anno, e ve lo raccontiamo dal nostro punto di vista. Con una gallery di oltre 200 immagini.

Moto Guzzi Nevada Anniversario,



Da Motorbox:
http://www.motorbox.com/Moto/Magazine/Anteprima/MotoGuzziNevadaAnniversario_anteprima.html

TEMPO DI FESTEGGIAMENTI

Anche in Casa Guzzi si può festeggiare quello che senza tema di smentita il compleanno di un best seller. Si perché di Guzzi ne sono arrivate (e sparite) tante, ma la Nevada è sempre rimasta il modello di gran lunga più apprezzato e venduto.

martedì 8 giugno 2010

Harley davidson Street Glide 2010



Tratto dalla rivista DueRuote
http://www.motonline.com/prove

Articolo di Daniele Massari.
Foto Stefano Gadda

In sella cambia davvero poco rispetto alla versione 2009: identica nella zona della plancia e del serbatoio, la Street Glide 2010 rivela le sue novità a chi la guarda passare con un posteriore giunonico e sinuoso, e a chi la guida con un comportamento dinamico che è stato ulteriormente perfezionato.

giovedì 3 giugno 2010

Harley Davidson Softail CVO


Dal sito Due ruote.
http://www.motonline.com/prove/
Di Daniele Massari.

La più arrabbiata delle Harley CVO per il 2010 ha un nome tutto nuovo: la Softail Convertible ci ha sorpresi per la "castagna" impressionante del twin, che si traduce in una grande progressione e rapidità nel salire di giri. Il segreto lo abbiamo scoperto leggendo la scheda tecnica:

Hammerhead by Roland Sands

Dal sito Dueruote.

Sensibile ai cambiamenti del mercato, però, Roland ha deciso di cimentarsi anche su una Victory, così da mettere a punto una linea di accessori che potessero rivolgersi con efficacia ai clienti (in crescita) di quelle che sono state definite "le nuove motociclette americane".

lunedì 15 marzo 2010

Harley Davidson Fat Boy Special


di Daniele Massari
Nell'inedita versione dark, il grande classico di Milwaukee cambia poco e non perde il suo proverbiale fascino. In vendita a 20.900 euro chiavi in mano

Una delle indiscusse "evergreen" Harley-Davidson, la Fat Boy, si presenta per il 2010 anche nella nuova versione Special.

giovedì 25 febbraio 2010

Honda Fury VT1300CX


articolo tratto dal mensile Dueruote:
http://www.motonline.com/prove/articolo.cfm?codice=231734

La Casa giapponese invade anche quest'ultima nicchia di snob e di anticonformisti. Vedremo come reagiranno


Il chopper Honda

sabato 13 febbraio 2010

Yamaha Drag star 650



In questo articolo ci occupiamo della Yamaha Drag-star 650, una delle custom più vendute in Italia e senz'altro una delle più belle mai prodotte dalla Yamaha.

Purtroppo è da poco uscita di produzione e in rete si reperiscono pochi articoli su questa moto. Abbiamo, in compenso, pubblicato tante opinioni tratte dalla rivista Autociao, che permetteranno a chi voglia acquistarne una usata di farsi una una idea su come va questa moto.



venerdì 5 febbraio 2010

La Harley Davidson vende Buell e MV

La Harley-Davidson rinuncia a Buell e MV
di Luigi Rivola

articolo tratto dal mensile Due ruote.

La Harley-Davidson rinuncia a Buell e MV
Il comunicato ufficiale: L'azienda americana mette in vendita il Gruppo italiano. Il primo commento di Claudio Castiglioni

Bender: il custom che viene dalla Russia


Direttamente dalla Russia, una special che è piaciuta anche alla finale mondiale AMD di Sturgis

La special che vi stiamo mostrando si chiama Bender, ed è stata costruita dal customizer russo Dmitry Motkov, a dimostrazione del fatto che anche agli antipodi degli USA c'è chi sa fare il proprio lavoro con le motociclette…
Dalla Russia, la Bender è volata a Sturgis dove ha partecipato alla finale mondiale dell'AMD World Championship Of Bike Building
tratto da:

http://www.motonline.com/prove/articolo.cfm?codice=204698

martedì 26 gennaio 2010

Victory Vision Tour

dal sito: Due ruote.

http://www.motonline.com/prove



Pubblichiamo la prova, tratta dalla rivista due ruote, di questa moto. Molto divertenti i commenti degli utenti, che copio e incollo alla fine dell'articolo. Si tratta dei commenti più disparati, da "catafalco che sembra un comò" a "vasca da bagno"; c'è chi la considera emozionante con un boiler, a chi sostiene che è più emozionante prendere un treno. Ci sono poi commenti positivi, uniti ad altri commenti più o meno divertenti, per una moto senz'altro fuori dal comune e che certamente non passa inosservata.

martedì 5 gennaio 2010

Il motociclista è



Autore ignoto. Trovato sul web



Il motociclista e'


- quello che continua ad essere un motociclista anche se è a piedi




- quello che la sera quando si mette a letto, chiude gli occhi e sogna di essere in moto in qualche posto bellissimo


lunedì 21 dicembre 2009

Le cose più belle stanno in equilibrio


Tempo fa scrissi il post "essere motociclisti è una situazione emotiva".

http://customharleydavidson.blogspot.com/2009/07/essere-motociclista-e-una-situazione.html

Un lettore ha fatto un suo commento, talmente carino che merita un post a parte.
Eccolo



Bravo Paolo! Bravissimo!

Io ho quasi quarant’anni anni e sono “motociclista dentro” da quando ne avevo meno di quattordici, o forse prima.
Ogni giorno mettevo da parte le mille lire che mio padre mi dava per la colazione al bar e calcolavo quanto mi mancava per materializzare il mio sogno.
I soldi che racimolavo erano pochi e una volta, per sentirmi più vicino all’acquisto, mi comprai un casco usato … che non ho mai usato!
Di mese in mese, sulle riviste, cambiavo la mia moto preferita.
Poi per l’università, cambiai città, e mi presi una due ruote usata … senza motore. Una bici. Mi divertivo.

sabato 19 dicembre 2009

Harley Davidson nightster 1200




Tratto da
http://www.infomotori.com/moto/2009/06/22/harley-davidson-1200-nightster-long-test-ride/







Harley-Davidson 1200 Nightster – Long Test Ride.
Vorremmo riuscire a parlare di un’Harley uscendo dai classici luoghi comuni e anche da quell’atteggiamento un po’ particolare per cui si perdonano tante cose in nome del fascino o del blasone. Cominciamo a raccontarvi la Nightster 1200 partendo dall’estetica della moto.

Triumph Thruxton SE


Triumph Thruxton SE
Lunedì 14 Dicembre 2009

Continua ad allargarsi la famiglia delle versioni SE di Casa Triumph. Ora tocca alla sport-classic .

mercoledì 9 dicembre 2009

I guru del Custom USA in fiera a Verona


dal sito dueuote


http://www.motonline.com/moto_scooter/articolo.cfm?codice=218068

lun, 07 dicembre 2009 - 12.12

I grandi nomi della scena artistica mondiale saranno presenti al Motor Bike Expo, dal 15 al 17 gennaio

venerdì 20 novembre 2009

Harley Davidson 2010. Dal sito Motorbox

Dyna Wide Glide e Fat Boy Special sono solo due delle novità che Harley lancia per il 2010. Due modi completamente differenti di vivere il big twin di Milwaukee. Costano 15400 € (la Dyna) e 20900 € (la Fat Boy)


venerdì 13 novembre 2009

Honda: in arrivo la RS 750



dal sito: Due ruote.

http://www.motonline.com/prove/articolo.cfm?codice=213116
Una stradale semplice e di sostanza, ricca di fascino rétro: farà concorrenza a Bonneville e 883 L'Eicma è in corso e la Honda pur non essendo al Salone continua a presentare sul web le sue novità 2010. Dopo la nuova CBF1000 è la volta della RS750, una roadster entry level bicilindrica, con motore a V di 52° da 745 cc, che strizza l'occhio agli amanti del look vintage.Le cromature abbondano e nella linea spiccano le ruote a raggi e i doppi tubi di scarico sfalsati. L'aspetto è rétro, ma le soluzioni tecniche sono al passo coi tempi come l'iniezione elettronica PGM-FI e la valvola IACV che controlla con precisione l'immissione dell'aria, assicurando il perfetto funzionamento del propulsore anche al minimo e nelle giornate più fredde.La RS750 è una moto essenziale con telaio doppia culla tubolare in acciaio, trasmissione finale a catena, freno anteriore è a disco da 296 mm. Al posteriore lavora invece un classico tamburo. I cerchi sono da 19" all'anteriore e da 16" al posteriore. La forcella è da 41 mm mentre al posteriore troviamo una coppia di ammortizzatori. L'interasse è di 1.569 mm e il peso in ordine di marcia è di 229,5 kg.La posizione di guida, con altezza sella di 73 cm da terra, è stata studiata per favorire anche i più bassi di statura. La nuova RS sarà disponibile in una sola colorazione: grigio metallizzato scuro. Per ora il prezzo è top secret, ma di sicuro sarà nettamente inferiore ai due prodotti ai quali si appresta a fare concorrenza, cioè Triumph Bonneville e Harley-Davidson 883.

mercoledì 11 novembre 2009

Battiato. Tutto l'universo obbedisce all'amore.

Una canzone di Battiato, con il video che vi mostriamo, incentrato su una coppia di motociclisti.
Su una Ducati, non su una Custom, ma il video è bello lo stesso.
Una canzone dedicata a tutti i motociclisti

giovedì 29 ottobre 2009

Il senso dei motoraduni per un buddista.

Ovvero: Budda era un motociclista.
Ognuno dà alle cose un suo significato particolare.
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Anche il semplice gesto di andare al mare ha mille significati particolari. C'è chi ci va perchè ci vanno tutti ma non sa neanche perchè lo fa. C'è chi ci va perchè rimorchia. Chi per abbronzarsi. Chi per riposarsi. Chi per ritrovare sensazioni perdute dall'infanzia o dall'adolescenza.

Una Harley tutta gialla

Camminando per gli Usa capita di incontrare moto particolari. L'Italia è uno dei pochi paesi al mondo in cui le norme sono così restrittive da scoraggiare ogni tipo di modifica.
In altri paesi invece ci sono moto di tutti i tipi e di tutti i colori.
Ecco un esempio particolarmente bello di Harley personalizzata, mandatami da Alberto e Marisa.






venerdì 9 ottobre 2009

Viterbo. Open day Harley.

La scorsa domenica si è svolto a Viterbo l'Open Day. L'open day per chi non lo sapesse è l'occasione in cui i concessionari Harley Davidson aprono i battenti anche la domenica e fanno provare alcuni dei loro modelli al pubblico che ne fa richiesta.


Video Harley