giovedì 13 giugno 2013

Harley Davidson gamma 2013

Tratto da motoblog

La Casa di Milwaukee ha annunciato la sua nuova gamma 2013. In precedenza vi avevamo anticipato quali potessero essere le novità, tra cui il nuovo CVO Breakout e modifiche a Street Bob e Sportster 1200 Custom. Non eravamo andati poi così lontano dalla realtà.
Vengono ora quindi svelati i nuovi modelli per l’anno prossimo, che saranno in vendita da ottobre. Harley-Davidson entra nell’anno del suo 110° anniversario con un’offerta in puro stile USA tra cui le versioni 110th Anniversary per alcuni modelli in gamma e il Dyna Street Bobcompletamente rinnovato. La famiglia Harley-Davidson Custom Vehicle Operations (CVO) offre due nuovi modelli, il CVO Breakout, Softail dalle elevate prestazioni con nuove ed emozionanti possibilità di finitura, e il CVO Road King, dotato di un innovativo parabrezza ventilato e di un potente impianto audio, che a dire il vero non è una novità assoluta, essendo giunto alla sua quinta edizione, come recita anche la lunga sigla FLHRSE5 che lo identifica, la prima apparsa nel 2002 e l’ultima nel 2008.
Inoltre, nel 2013, Harley-Davidson lancia Hard Candy Custom, nuovo programma di customizzazione che si ispira alla corrente stilistica nata nell’epoca dei “chopper” di fine anni Sessanta, apprezzata per le speciali verniciature metal flake, cromo e luce a profusione e la grande attenzione ai dettagli per accessori ed abbigliamento a tema. I punti di forza di Hard Candy Custom sono le verniciature a grandi schegge di metallo di forma geometrica, tre delle quali vengono proposte in tinta unita solo su quattro selezionati modelli Harley-Davidson della gamma 2013.
Ma non è finita qui, ecco nel dettaglio tutte le novità della Casa di Milwaukee per il 2013.
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Le versioni 110th Anniversary Edition

Nove sono i modelli Harley-Davidson presentati nella speciale versione 110th Anniversary Edition, ciascuno dei quali vanta decorazioni esclusive e stemma commemorativo in bronzo forgiato sul serbatoio carburante. La produzione varia a seconda del modello ed è limitata a pochissimi esemplari per garantire l’esclusività. Una delle caratteristiche più rappresentative dei modelli 110th Anniversary Edition è lo stemma in bronzo forgiato e placcato in nickel nero che viene sottoposto a trattamento speciale per risaltare il metallo e conferire un aspetto anticato.
Un logo Bar and Shield color oro e decorato con la tecnica cloisonné spicca su questo emblema “ad ala singola”. Oltre allo stemma commemorativo sul serbatoio, ciascuna moto è contraddistinta da altri dettagli e finiture celebrative ed è dotata di una placchetta con il numero di produzione che ne attesta l’unicità. I modelli della gamma 110th Anniversary Edition che si distinguono per l’esclusiva verniciatura bicolore Anniversary Vintage Bronze & Anniversary Vintage Black e che dispongono come dotazione di serie di numerosi accessori, normalmente optional, sono Sportster 1200 Custom (1.500 esemplari), Dyna Super Glide Custom (1.450 esemplari), Softail Fat Boy Special (1.750 esemplari), Heritage Softail Classic (1.900 esemplari), Road King (1.750 esemplari) ed Electra Glide Ultra Limited (3.750 esemplari).
L’edizione Anniversary interessa anche tre dei quattro modelli CVO, che sfoggiano l’esclusiva verniciatura bicolore Diamond Dust & Obsidian: CVO Ultra Classic Electra Glide (1.100 esemplari), CVO Road King (900 esemplari) e CVO Road Glide Custom (900 esemplari).
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Street Bob e la famiglia Dyna

Il rivisitato Dyna Street Bob per il 2013 sfoggia un profilo più aggressivo grazie alle piastre di sterzo e al gruppo motore-trasmissione di colore nero, al tronco parafango posteriore e al gruppo ottico posteriore che integra negli indicatori di direzione anche le luci di stop e di posizione. Questo Dyna dal gusto bobber è dotato di sella monoposto e manubrio “Mini-Ape” fissato a nuovi riser, un look che apre la strada al percorso della personalizzazione. Le nuove opzioni di verniciatura comprendono l’effetto metal flake Hard Candy Custom e una versione bicolore.
Oltre allo Street Bob nella gamma Dyna sono sempre presenti altri quattro modelli: Super Glide Custom, Wide Glide, Fat Bob e la camaleontica Switchback, a cui si aggiunge il Super Glide Custom Anniversary Edition. Una novità “silenziosa”, almeno per il mercato italiano, che guarda caso è sfuggita a tutti, ma proprio tutti, gli organi di stampa (ma ovviamente non a noi di motoblog) è quella che riguarda i modelli FXDF Fat Bob e FWDWG Wide Glide: questi due modelli della famiglia Dyna infatti, rimangono invariati a livello estetico, colorazioni a parte, ma non di motore. Già dall’anno scorso erano entrambi disponibili con il motore Twin Cam 103, al pari del Dyna Switchback, ma questa novità era riservata solo al mercato locale americano.
Da quest’anno invece adotteranno il motore con cilindrata 1700 anche sul mercato italiano, lasciando la versione da 96 c.i. (1584 cc) a Street Bob e Dyna Super Glide Custom. Una bella novità per gli amanti di questi modelli di successo, che ora potranno contare su una coppia superiore, che raggiunge il valore di 135 Nm (126 sul TC96), erogati a un regime di 3500, giri, inferiore di 500 giri rispetto alla precedente unità motoristica.
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Il programma Hard Candy Custom

Harley-Davidson regala nuova vita allo stile old school grazie a Hard Candy Custom, un programma di personalizzazione ispirato alla corrente stilistica che abbraccia generazioni, culture e città da Brooklyn a Yokohama. Hard Candy Custom ha le proprie radici nell’epoca “chopper” di fine anni Sessanta e sposa una tendenza che emerge nuovamente dai garage di tutto il mondo: sfavillanti verniciature metal flake realizzate con schegge di metallo, scintillanti cromature, dettagli di stile anche negli accessori e nell’abbigliamento. Una tendenza così attuale e allo stesso tempo così nostalgica.
L’ampia offerta Hard Candy Custom comprende 16 nuove verniciature caratterizzate da una finitura a grandi schegge di metallo, tre delle quali proposte in versione tinta unita solo su quattro modelli Harley-Davidson della gamma 2013. Da oggi è quindi possibile scegliere una verniciatura metal flake come colorazione di serie, primo passo verso la customizzazione della propria Harley, espressione di quello stile audace e brillante tipico della California anni ‘60. Il colore Hard Candy Big Red Flake debuttò nel 2012 sul modello Sportster Seventy-Two e per il 2013 si aggiungono l’Hard Candy Lucky Green Flake e l’Hard Candy Coloma Gold.
Questo speciale trattamento, prima riservato esclusivamente ad esemplari unici da custom show, è ora disponibile per i seguenti modelli: Sportster Seventy-Two e Forty-Eight, Dyna Street Bob e Softail Deluxe. L’offerta si fa ancora più ricca e colorata grazie alle dodici varianti di verniciatura bicolore della serie Hard Candy Custom Flake Core, disponibili nel catalogo accessori originali per un buon numero di modelli Sportster, Dyna, Softail e Touring. Un’ulteriore verniciatura speciale che fa sempre parte della serie Hard Candy Custom è riservata al modello CVO Breakout 2013. Si tratta della versione “Hard Candy Gold Dust & Liquid Sun” con grafiche Pagan Gold.
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La gamma CVO e il nuovo Breakout

La famiglia CVO 2013 in serie limitata annovera il nuovissimo CVO Breakout, un audace modello Softail che sostituisce nel listino H-D la precedente Convertible. Viene offerto in due colorazioni caratterizzate da parti in acciaio lucidato a mano sul serbatoio carburante e sui parafanghi; una soluzione che porta ai massimi livelli il processo di personalizzazione; una terza colorazione prevede la stesura a mano di uno stencil decorativo e la successiva applicazione del colore. I nuovi cerchi cromati “Turbine” si contraddistinguono per le razze di grande effetto, mentre i parafanghi sono stati accorciati per mettere in evidenza gli pneumatici.
Il nuovo, ampio avantreno è interamente cromato e completato da un nuovo faro “mini-nacelle” con palpebra, anch’esso cromato. La console serbatoio carburante cromata è stata sagomata e abbassata e le tubazioni in treccia metallica di acciaio alloggiano lo sfiato. Il CVO Breakout presenta inoltre un nuovo manubrio cromato dotato di cablaggio interno e riser integrato che alloggia tachimetro e contagiri, un serbatoio dell’olio cromato in alluminio pressofuso e sella in pelle impreziosita da una texture ad effetto coccodrillo.
Il CVO Road King, giunto alla sua quinta generazione, vanta il primo impianto audio montato di serie su questo modello, dotato di amplificatore da 200 watt, interfaccia per l’annesso iPod da 8GB, due altoparlanti da 127×177,8mm con tweeter posizionati sui coperchi delle borse laterali e due altoparlanti da 133,35mm sempre con twitter sulle carenature inferiori; inoltre il nuovo parabrezza ventilato rimovibile con ripartitore d’aria è stato sviluppato da Harley-Davidson e testato nella galleria del vento della Wichita State University per ridurre i vortici d’aria dietro il parabrezza e limitare sensibilmente gli sballottamenti durante la guida. È sufficiente regolare la bocchetta interna della presa d’aria per modulare il flusso d’aria in funzione dell’altezza del pilota. Sulla console dal profilo ribassato si trovano un contachilometri e tachimetro combinati con retroilluminazione a colori programmabili.
Tra le altre caratteristiche del modello Road King CVO, la leva del cambio in posizione avanzata, ricavata dal pieno e cromata, i cerchi “Agitator” con cromatura a specchio, un prolungamento in stile bagger delle borse laterali con gruppo ottico a LED, un nuovo manubrio cromato dalla linea ergonomica e comandi a manubrio e a pedale della collezione Slipstream. La nuova sella Touring monoposto, il sellino e lo schienale passeggero rimovibili, sono decorati con plissettatura “tuck and roll”. Sono disponibili tre varianti di colore, inclusa la speciale verniciatura celebrativa del 110° anniversario.
Infine la Touring CVO Ultra Classic Electra Glide e la bagger “a muso di squalo” CVO Road Glide Custom, caratterizzata dalla carena fissata al telaio e non alla forcella, ritornano nel 2013 completamente rinnovate. I modelli 2013 CVO Road King, CVO Ultra Classic Electra Glide e CVO Road Glide Custom sono disponibili anche nella versione 110th Anniversary Edition e come tali sfoggiano sul serbatoio carburante un esclusivo stemma commemorativo, oltre alla speciale verniciatura two-tone Diamond Dust & Obsidian. I modelli CVO si distinguono per la ricca dotazione di serie che comprende numerosi accessori originali Harley-Davidson Genuine Motor Accessories e le esclusive verniciature premium.
Il programma CVO viene spesso utilizzato per introdurre nuovi componenti custom e nuove tecniche prima di proporli al pubblico come singoli accessori. Tutti i modelli CVO 2013 sono alimentati da un motore V-Twin Screamin’ Eagle Twin Cam 110. Con una coppia massima di 151,85 Nm, questo poderoso propulsore da 1.802cc raffreddato ad aria è il motore più potente montato di serie su una moto Harley-Davidson ed è disponibile esclusivamente per i modelli CVO.
La nuova frizione antisaltellamento garantisce maggiore stabilità durante le scalate di marcia e riduce il carico della trasmissione, mentre un innovativo design dei componenti interni migliora sensibilmente la vita utile del gruppo frizione. La frizione con attuatore idraulico riduce lo sforzo di azionamento della leva del 10% e la forza di mantenimento del 17%. L’innovativa forma della sua leva offre una posizione ravvicinata che ne migliora la presa. Tutti i modelli CVO Harley-Davidson 2013 presentano inoltre il Cruise Control elettronico, il sistema ABS, l’antifurto Harley-Davidson e un nuovo telo copri moto con logo CVO per il rimessaggio interno ed esterno.
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Le altre famiglie di modelli

Sportster 1200 Custom Limited Edition e la gamma Sportster
XL 883N Iron, XL 883R, XL 883L SuperLow, XL 1200X Forty-Eight, XL 1200V Seventy-Two e XL 1200C Custom, disponibile anche in versione Anniversary. Quest’ultimo modello verrà per il 2013 declinato anche nelle configurazioni XL 1200CA e XL 1200CB, entrambe contraddistinte dalla nomenclatura Limited Edition, caratterizzate da una personalizzazione più marcata.
Nessuno sembra essersi accorto però che dalla gamma Sportster sparisce la XR1200X ed è un vero peccato perché era l’unica H-D costruita per il mercato europeo, in grado di competere per prestazioni con naked di produzione nipponica.
Sembra proprio che questi modelli di “transizione” marchiati H-D non siano fortunati e la XR1200 pare destinata alla stessa sorte della sua lontana parente XLCR Cafe Racer del ’77, le cui quotazioni oggi hanno raggiunto cifre interessanti. Harleysta avvisato…
La gamma Softail
Le linee tradizionali “Hardtail” della gamma Softail Harley-Davidson spiccano su sei modelli, compreso il Softail Slim, bobber essenziale stile anni Cinquanta lanciato a inizio 2012 contestualmente alla Seventy-Two. La serie Softail comprende inoltre l’essenziale Blackline, la Softail Deluxe, il Fat Boy, il Fat Boy Special e l’Heritage Softail Classic, questi ultimi due disponibili anche in versione Anniversary Edition
La gamma Touring
Cinque modelli Touring Harley-Davidson sono presenti sul mercato italiano (in America sono ben otto, visto che è la gamma che va per la maggiore oltreoceano), dall’aggressivo e ribassato Street Glide al super accessoriato Electra Glide Ultra Limited, sono pronti ad affrontare lunghi viaggi equipaggiati con colori e grafiche completamente nuovi. Il Road King Anniversary Edition è disponibile in serie limitata e in Italia è l’unico modello disponibile solo ed esclusivamente in questa edizione, mentre in America è in commercio anche la versione “normale”.
La gamma VRSC
L’aggressiva e potente gamma V-Rod Harley-Davidson offre il Night Rod Special e il V-Rod Muscle, ciascuno disponibile nel 2013 in nuovi colori.
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Modelli per tutti

Per il mercato italiano ci saranno quindi un totale di 28 modelli distinti, compreso il Road King Anniversary, che è l’unico modello disponibile solo ed esclusivamente nella edizione Anniversario (in America esiste anche la versione “normale”). Ci sono poi le due varianti per lo Sportster 1200 Custom e ben altre otto Anniversary Edition, oltre al citato Road King. Ce n’è abbastanza per tutti i gusti e tutte le tasche, con cilindrate tra 883 e 1802 cc e prezzi compresi tra i 9.100 euro di Iron 883 e i 40.800 della CVO Ultra Classic Electra Glide.

Listino prezzi della gamma modelli H-D 2013

Sportster
XL 883N Iron – 9.100 euro
XL 883R Sportster – a partire da 9.100
XL 883L SuperLow – a partire da 9.200 euro
XL 1200X Forty-Eight – a partire da 11.400 euro
XL 1200C Sportster Custom – a partire da 11.500 euro – anche Anniversary Edition
XL 1200CB Sportster Custom Limited Edition – 11.700 euro
XL 1200CA Sportster Custom Limited Edition – 12.000 euro
XL 1200V Seventy-Two – a partire da 11.600 euro
Dyna
FXDB Street Bob – a partire da 14.000 euro
FXDB Street Bob ABS – a partire da 14.500 euro
FXDC Super Glide Custom – a partire da 15.400 euro – anche Anniversary Edition
FXDWG Wide Glide – a partire da 16.400 euro
FXDF Fat Bob – a partire da 16.800 euro
FLD Switchback – a partire da 17.700 euro
Softail
FXS Blackline – a partire da 17.700 euro
FLS Softail Slim – a partire da 19.500 euro
FLSTN Softail Deluxe – a partire da 20.900 euro
FLSTF Fat Boy – a partire da 21.300 euro
FLSTFB Fat Boy Special – a partire da 21.600 euro – anche Anniversary Edition
FLSTC Heritage Softail Classic – a partire da 22.000 euro – anche Anniversary Edition
Touring 
FLHR Road King Anniversary Edition – 24.800 euro
FLHRC Road King Classic – a partire da 23.300 euro
FLHX Street Glide – a partire da 24.000 euro
FLHTCU Ultra Classic Electra Glide – a partire da 26.900 euro
FLHTK Electra Glide Ultra Limited – a partire da 28.600 euro – anche Anniversary Edition
V-Rod
VRSCDX Night Rod Special – a partire da 17.700 euro
VRSCF V-Rod Muscle – a partire da 19.300 euro
Custom Vehicle Operations (CVO)
FXSBSE CVO Breakout – 29.500 euro
FLHRSE5 CVO Road King – a partire da 32.600 euro – anche Anniversary Edition
FLTRXSE2 CVO Road Glide Custom – a partire da 34.900 euro – anche Anniversary Edition
FLHTCUSE8 CVO Ultra Classic Electra Glide – a partire da 39.800 euro – anche Anniversary Edition

mercoledì 12 giugno 2013

Harley Davidson La storia

(da wikipedia)

Gli inizi


La Harley-Davidson nacque nel 1902 a Milwaukee quando William Harley, di 21 anni e Arthur Davidson di 20, costruirono un prototipomarciante di bicicletta motorizzata (siamo nei primissimi anni dello sviluppo del motociclismo); questo mezzo venne realizzato nel garage dell'abitazione di Davidson, che misurava 3 metri per 5. Il prototipo funzionava e alla società si unirono fin dall'inizio i due fratelli di Davidson, William e Walter. Nei primi due anni furono venduti solo tre esemplari.

La Harley-Davidson venne ufficialmente fondata il 28 agosto 1903 e a questa data si può far risalire ufficialmente l'inizio della produzione in serie.
Ovviamente furono presto apportate modifiche al prototipo, tra cui un telaio di nuova progettazione. Ciononostante la produzione di quell'anno rimase a quota tre.
Nel 1906 venne costruito il primo vero e proprio stabilimento produttivo sito, in Juneau Avenue, dove ancora oggi si trova il quartier generale della Casa; il garage originale venne demolito accidentalmente durante la costruzione del nuovo edificio; questo nuovo impianto misurava 9 per 24 metri.
La produzione delle Harley-Davidson crebbe gradualmente e con i nuovi impianti fu possibile produrre nel 1907 150 motociclette. Il 17 settembre viene ufficialmente fondata la Harley-Davidson Motor Company: quest'anno si rivelò importante per la casa in quanto cominciò la vendita, che prosegue tuttora, delle prime motociclette alle forze di polizia.
I primi propulsori erano ovviamente dei monocilindrici a valvole laterali; il primo motore bicilindrico sperimentale a V di 45º venne introdotto già nel 1909, facendo nascere il V-Twin, per esigenze di potenza: la cilindrata era di soli 700 cm³ (49,6 in 3) ed erogava soli 7 hp (5 kW), che comunque era una potenza circa doppia rispetto a quella fornita dai precedenti propulsori; la velocità massima che potevano raggiungere le moto di questo periodo era di un centinaio di km/h, un valore che poteva essere considerato molto buono per quell'epoca. La produzione in quell'anno fu di ben 1.149 esemplari.
Il successo della Harley-Davidson moltiplicò la concorrenza in U.S.A., tanto che nel 1911 si annoveravano circa 150 diversi marchi motociclistici, tra i quali la Indian che divenne ben presto la concorrente principale di Harley-Davidson.
Nel 1913 lo stabilimento originale venne ingrandito e raggiunse una superficie di ben 28.000 m2. Nonostante la dura competizione la Harley-Davidson restava il costruttore più importante e dominava anche le competizioni motociclistiche del periodo, utili per farsi pubblicità. La produzione raggiunse la cifra record di 12.904 esemplari, rendendo la Casa americana uno dei principali produttori a livello mondiale, dopo appena dieci anni di vita.


La Prima Guerra Mondiale 

Nel 1917 gli Stati Uniti entrarono nel conflitto che da tre anni si era scatenato in Europa, pertanto i militari richiesero delle moto da poter utilizzare nelle operazioni. Le Harley-Davidson erano già state testate dalle forze armate durante le schermaglie al confine con ilMessico contro Pancho Villa, ma fu solo con la prima guerra mondiale che le motociclette furono adottate in grandi numeri (circa 45.000 esemplari). Si trattava di cinque modelli, due monocilindriche e tre bicilindriche (18F monomarcia, 18G e 18J dotate di tre marce) con propulsori di circa 1.000 cm³ di cilindrata. Nello stesso tempo HD consolidava la sua posizione di fornitore delle forze di polizia di tutto il Paese.

Gli anni '20 e la Grande Depressione 

Terminato il conflitto nel 1920, la Harley-Davidson era divenuto il più grande costruttore di motociclette al mondo; nel frattempo, cessate le ostilità, molte piccole case motociclistiche americane erano scomparse, lasciando la scena dominata da 3 o 4 marchi principali. HD aveva inoltre sviluppato la propria rete di vendita anche all'estero, in modo da farsi trovare preparata ed incrementare le proprie dimensioni aziendali a scapito dei piccoli produttori: ora era presente in 67 paesi del mondo producendo ben 28.189 motociclette.
Intanto proseguiva anche lo sviluppo tecnico e sportivo dei bicilindrici V-twin: infatti il 28 aprile 1921 fu raggiunta una pietra miliare nella storia del motociclismo, allorquando una Harley-Davidson fu la prima a raggiungere i 160 km/h (100 mph).
Durante questo periodo vennero introdotte diversi novità, tra cui un nuovo motore bicilindrico a V da 1.200 (74 in3) cm³ di cilindrata (1922), il tipico serbatoio detto Teardrop (in inglese 'lacrima', già simile agli attuali serbatoi) (1925) ed il freno anteriore (1928).
Tuttavia, già nel 1926 l'azienda decise di ritirarsi dalla competizioni a causa dei forti investimenti richiesti e del calo delle vendite, dovuto non solo alla crisi economica incipiente, ma anche al grande successo dell'automobile, ormai primo mezzo di trasporto per gli americani, proprio a scapito della motocicletta (vedasi il successo della celebre Ford T, che vantava un prezzo di vendita analogo a quello delle HD più grandi). Ad inizio anni '30 pertanto solo due costruttori restarono in attività: la Indian e appunto la Harley-Davidson (non a caso i due maggiori produttori nonché i due marchi più tradizionali), con il fallimento di numerosi marchi storici quali ad esempio la celebre Excelsior-Henderson Motorcycle.
Da notare che nel 1937 la Casa statunitense presentò un nuovo propulsore più moderno, dotato di valvole in testa e di una cilindrata di 1.000 cc, in grado di competere con i modelli Big twin della Indian (il c.d. Harley-Davidson Knucklehead che resterà in produzione fino al 1947).

La Seconda Guerra Mondiale 

Con l'ingresso degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale in seguito all'attacco giapponese di Pearl Harbor (dicembre 1941) HD ritornò a produrre, in grandi numeri, motociclette per le forze armate; i modelli prodotti erano la WLA e la XA: quest'ultima era sostanzialmente una copia della BMW utilizzata dalla Wehrmacht, come l'originale era dotata di un motore bicilindrico boxer raffreddato ad aria, realizzata in pochissimo tempo su pressante richiesta dell'esercito americano, in quanto i militari erano rimasti impressionati dalla semplicità e affidabilità della motocicletta tedesca. In totale la Harley-Davidson produsse durante il secondo conflitto mondiale 88.000 motociclette, ma di queste solo un migliaio circa furono delle XA (il che ne fa attualmente il modello HD più raro dagli anni '40).
Vinta nel frattempo la Guerra, le moto prodotte in surplus e soprattutto quelle abbandonate dai soldati americani in Europa andarono ad alimentare il mercato post-bellico europeo: furono adottate infatti da molte forze armate e di polizia per anni e per alcuni aspetti contribuirono ad alimentare il sogno americano degli europei, oltre ad influenzare la tecnica produttiva delle case motociclistiche del Vecchio Continente. Un celebre esempio in tal senso si ha nel film Un americano a Roma, dove Nando Meniconi (alias Alberto Sordi) guida una di queste moto, una WLA 750, anche nota come "Liberator" in quanto appunto portata in Europa dai liberatori americani.
Con la fine del conflitto HD ritornò alla produzione civile, con la messa in commercio di un gran numero di bicilindriche di grande cilindrata ('big twin') motorizzate Knucklehead (Panhead dal 1948), che conobbero un buon successo commerciale in patria.

Il dopoguerra e la crisi degli anni settanta 

Con gli anni '50, rimasto l'unico marchio americano sul mercato (anche Indian dichiarò infatti bancarotta nel 1953) la Harley-Davidson iniziò a subire la concorrenza dei marchi inglesi sul mercato U.S.A. e ad assistere ad un rapido calo nelle vendite.
Uno dei modelli più riusciti, lo Sportster fu realizzato il 27 gennaio 1957 e messo in produzione lo stesso anno, proprio al fine di contrastare la concorrenza inglese. La semplicità motoristica e della linea ne decretarono il successo sia come modello da strada che da pista nella versione "R" (attualmente è l'unico modello ancora in produzione dagli anni '50).
Altro tentativo di arginare la crisi fu quello di produrre piccole monocilindriche quali l'Harley-Davidson Hummer, sin dalla fine degli anni '40, e addirittura uno scooter (Harley-Davidson Topper dai primi anni '60, prodotti tuttavia troppo distanti dall'immagine tradizionale del Marchio americano e infatti non premiati da vendite particolarmente cospicue.
Il calo nelle vendite e la conseguente crisi finanziaria e di liquidità aumentarono negli anni seguenti, nonostante la Sportster ed il lancio del Propulsore Harley-Davidson Shovelhead a metà anni '60, propulsore che si rivelò, almeno inizialmente, poco affidabile anche per via dei frequenti trafilaggi d'olio.
I problemi si accentuarono ulteriormente allorquando fecero il loro ingresso sui mercati mondiali le case giapponesi, sin dalla fine degli anni '60, in particolare la Honda con le sue quadricilindriche, motociclette che tolsero alla Casa americana il primato nelle vendite interne di moto di grossa cilindrata, nonché il redditizio mercato rappresentato dalle forze di polizia (a cui HD aveva venduto numerose Duo Glide ed Electra Glide.
La grave crisi finanziaria portò nel 1969 alla vendita da parte degli eredi dei fondatori (Davidson) a favore della American Machine and Foundry AMF (compagnia metallurgica), portando quindi alla nascita della AMF-Harley-Davidson (marchio presente anche sui serbatoi della Harley del periodo). La AMF continuò la produzione riducendo la forza lavoro ed i costi di produzione, a scapito della qualità e degli investimenti: le vendite diminuirono ulteriormente e la compagnia rischiò seriamente la bancarotta, a dimostrazione dei gravi errori del management AMF.
Fu però in questo periodo che la AMF-Harley-Davidson, grazie al reparto corse del marchio italiano, nel frattempo incorporato,Aermacchi, riuscì a conquistare gli unici titoli iridati della sua storia: nelle stagioni 19741975 e 1976 del Campionato mondiale di velocità, le moto italo-americane, condotte da Walter Villa, mieterono innumerevoli vittorie nei Gran Premi, aggiudicandosi quattro titoli piloti e due titoli costruttori, nelle classi 250 e 350. Si tratta delle uniche vittorie in gare sportive degne di nota del marchio americano dagli anni '30 (in seguito le Sportster continueranno per molti anni a gareggiare nei campionati americani di dirt-track con buoni risultati).

La rinascita 

Nel 1981 l'AMF rivendette la Harley-Davidson ad un gruppo di 13 investitori guidati da Vaughn Beals e Willie G. Davidson, erede di uno dei fondatori. Per evitare la scomparsa del celebre marchio americano, vennero quindi studiati i metodi seguiti dai concorrenti e in particolare dai costruttori giapponesi: vennero introdotte quindi delle novità, quali il sistema just in time MAN (Material As Needed) che consisteva in un monitoraggio costante dell'inventario in modo che fosse stoccato solo quanto necessario, riducendo i costi del magazzino.
Si puntò finalmente sulla qualità e soprattutto si progettò ex novo, con tecniche informatiche, una innovativa gamma di propulsori, denominati Harley-Davidson Evolution: in tal modo le vendite aumentarono rapidamente; fu però solo con l'introduzione del modelloSoftail Custom nel 1984 (FXSTC 'coda soffice': sistema di ammortizzatori adeguatamente posizionati ed occultati ad imitazione della linea dei vecchi telai rigidi delle Hydra Glide) che HD tornò ad esser leader nel mercato delle moto di grande cilindrata (sopra i 750 cm³), grazie anche e soprattutto ai nuovi propulsori Evo.
Il nuovo modello softail Fat Boy nel 1990 confermò la grande ascesa della casa di Milwaukee, ormai tornata saldamente ai vertici del mercato e celebrata sugli schermi cinematografici, ad esempio nel film Terminator 2 - Il giorno del giudizio, in cui Arnold Schwarzenegger guida appunto tale modello in una lunga sequenza di inseguimenti.

Il consolidamento e gli anni 2000 

Nel 1998 la Harley-Davidson acquista la Buell Motorcycle Company con cui collaborava sin dagli anni '80 e che era nata proprio da una collaborazione tra la Casa di Milwaukee ed Eric Buell, ex ingegnere della stessa, al fine di penetrare il mercato delle sportive (tentativo peraltro non riuscito).
Nel 1999 viene prodotto il primo motore Twin Cam 88 (1450 cc), e nel 2000 il primo motore Twin Cam 88 controbilanciato, con il pressoché totale annullamento delle vibrazioni, montato sui modelli Softail. Entro il 1999 tutta la gamma Harley (eccetto la Sportster) monterà tali propulsori. Nel frattempo, inizia la conversione dei modelli HD all'iniezione elettronica (peraltro già opzionale a metà anni '90 sui modelli Touring motorizzati Evo), processo che tuttavia si completerà solo nel 2007.
Nel 2000 la casa americana presenta una speciale versione della Softail denominata FXSTD ('Deuce') dotata di inediti particolari come serbatoio allungato, ruota posteriore maggiorata e parafango curvo con faro incastonato 'a diamante', soluzione poi ripresa sul successivo modello V-Rod.
Nel 2001 inizia la produzione della rivoluzionaria V-Rod, innovativa sia nell'aspetto che nelle soluzioni tecniche: il motore infatti è un bicilindrico raffreddato a liquido con i cilindri inclinati di 60° anziché 45°, dalla notevole potenza di 120 cv, progettato in collaborazione con la casa automobilistica Porsche e non a caso denominato 'Revolution'; il telaio rinforzato di tali modelli è realizzato con una nuova tecnica detta 'Idroforming' che utilizza getti d'acqua ad altissima pressione. Nonostante tali innovazioni, o forse proprio a causa di esse, HD non ottiene gli sperati successi di vendite, data anche la natura tradizionalmente e notoriamente conservativa della clientela Harley.
Nel 2006 HD annuncia che la gamma 2007 eliminerà il carburatore anche sui modelli Sportster, gli ultimi ad usare questo sistema di alimentazione, mentre i motori dei restanti modelli (twin cam) passano alla cilindrata di 1.584 cm³.
L'11 luglio 2008 viene riportata la notizia che la Harley Davidson ha concluso un accordo per l'acquisto del gruppo italiano MV Agustaper circa 70 milioni di euro (109 milioni di dollari) per espandere il proprio business in Europa[1]. L'operazione viene regolarmente conclusa all'inizio di agosto dello stesso anno[2].
Ma già dopo un paio di anni, in seguito a problemi finanziari dovuti alla crisi economica ed allo scarso numero di motociclette vendute, HD rivende la MV Agusta per la simbolica cifra di un euro; inoltre il marchio Buell Motorcycle Company viene soppresso.

Propulsori 

Il motore classico della Harley-Davidson è il bicilindrico a V con i cilindri inclinati di 45°, il cui progetto è coperto da numerosi brevetti; le bielle sono vincolate ad un'unica manovella dell'albero motore e questo fa sì che venga prodotto il caratteristico rumore di scarico (reso in inglese come 'potato-potato').
La Harley-Davidson cercò anche di brevettare il suono del suo motore, peraltro rinunciandovi nel 2000.
I primi modelli Harley-Davidson utilizzavano motori per così dire 'artigianali' o comunque prodotti in piccolo numero e caratterizzati da scarsa standardizzazione; a questi seguirono:

replica della Captain America di Easy Rider (Panhead)

Softail Eritage (Evolution)

FXR (Evolution)

Sportster
  • Flathead, 1929-1974, 700 cm³ (45in 3)
I grandi bicilindrici (Big twin):
  • Knucklehead, 1936-1947, 1.000 cm³ (61in3) e 1.200 cm³ (74in 3)
  • Panhead, 1948-1965, 1.000 cm³ (61in3) e 1.200 cm³ (74 in3)
  • Shovelhead, 1966-1984, 1.200 cm³ (74 in3) e 1.340 cm³ (80 in3) dalla fine del 1978
  • Evolution (detto anche "Blockhead"), 1984-1999, 1.340 cm³ (80 in3)
  • Twin Cam (detto anche "Fathead"), 1999-2006, 1.442 cm³ (88 in3) portato dapprima a 95 in3, poi a 96 in3 dal 2007, ma disponibile anche con 98 in3, 103 in3 e 110 in3(quest'ultimo, 1.802 cm³, il motore HD dalla cilindrata più elevata in assoluto nella storia della Casa).
Sportster:
  • Ironhead, 1967-1984, 883 poi portato a 1.000 cm³
  • Evolution, dal 1986 ad oggi, 883 e 1.100 cm³ poi portato a 1.200 cm³ nel 1988.
V-Rod:
  • Revolution, dal 2002 al 2007, 1.130 cm³, dal 2008 ad oggi 1.250 cm³.

Denominazione dei modelli 

La denominazione dei modelli della Harley-Davidson può essere estremamente lunga, per esempio FLHTCSE e talune combinazioni non hanno significato se si utilizzano i criteri generalmente indicati. Ad ogni modo, in genere la prima lettera F sta per 'Big Twin', M per 'Military', X per 'Sportster', V per 'V-Rod'. Altre iniziali sono: B per 'Belt Drive', C per 'Classic' o in qualche caso 'Custom', D per 'Dyna Glide', E per 'Electric start', F per 'Fatboy', H per 'High compression' (propulsore potenziato), I per 'Fuel injection', LR per 'Low Rider', P per 'Police' (versione per le forze di polizia), R per 'Race' ovvero 'Rubber mounted' (motore su silent block), S per 'Sport' ovvero 'Springer' (la celebre forcella sdoppiata e dotata di molle), SB per 'Single belt final drive' (cinghia finale di trasmissione), ST per 'Softail', T per 'Touring', WG per 'Wide Glide' , SE per 'Screamin' Eagle', U per 'Ultra'. In ogni caso non si tratta di regole troppo rigide. Solitamente le prime due lettere FX indicano la presenza di pedalini per i piedi, mentre FL indica la presenza di vere e proprie pedane.
Esistono peraltro modelli speciali, di produzione limitata, non distinti da sigle specifiche ma spesso numerati: tra questi, ad esempio, la Electra Glide Classic Liberty Edition, realizzata nel 1986 e di cui si contano circa 600 esemplari. Solitamente HD ha l'abitudine di presentare modelli commemorativi, ad esempio in occasione degli anniversari dalla fondazione della Casa nel 1903 (ad esempio 95°, 100°, 105° ecc.) caratterizzati da denominazioni, colorazioni ed accessori particolari.
Qui di seguito vengono elencate le 6 famiglie di Harley-Davidson, distinte essenzialmente in base al telaio:

Commemorazioni 

Nel 2003 la Harley-Davidson Motor Company ha celebrato il suo 100º compleanno: durante il fine settimana della Festa del Lavoro la città di Milwaukee ha ospitato il più grande raduno di moto nella storia della casa. La Casa, per commemorare l'evento, ha messo in commercio per tutti i modelli 2003 l'edizione centenario, molto ricercata, con speciali colorazioni e serbatoi, oltre ad una nuova serie di abbigliamento (come peraltro avviene regolarmente ogni 5 o dieci anni).
Il 12 luglio 2008 sempre a Milwaukee viene inaugurato l'Harley-Davidson Museum[3].

L'Harley Owners Group

Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi Harley Owners Group.
La Harley-Davidson ha fondato, il 27 gennaio 1983 (in occasione del 26º anniversario della nascita del modello Sportster), l'HOG (Harley Owners Group) in risposta al crescente desiderio dei possessori di moto Harley di avere un gruppo organizzato per condividere la propria passione e mostrare il proprio orgoglio. Nel 1985 erano 49 i club locali che erano nati in tutti gli USA, con un totale di 60.000 associati. Questa crescita rapida è continuata negli anni novanta e nel 1991 l'associazione divenne internazionale con il primo raduno tenutosi in Inghilterra a Cheltenham. In tutto il mondo i membri dell'HOG sono oltre 150.000 con circa 700 chapters. Come successo durante gli anni '90 l'Harley Owners Group si è diffuso in tutto il mondo. In Asia ci sono associazioni a Singapore e aKuala Lampur in Malesia. Nel 1999 il numero dei club (Chapters) ha raggiunto la cifra di 1.400. Nel 2005 i membri erano più di 1.000.000 e fanno della Harley Owners Group la più grande organizzazione motociclistica di marca al mondo.